22/09/2017

Educazione sessuale alternativa (e sana) nel Regno Unito

Il giornale britannico Spectator riferisce che in tutto il Regno Unito, l’educazione sessuale è stata trasformata e disfatta. Perfino i programmi TV per bambini fino a tre anni, promuovono la “fluidità di genere”.

I genitori non hanno ​​diritto di non far frequentare ai figli (alle elementari) le lezioni in cui “educatori esterni” insegnano ai bambini le posizioni del sesso, il consumo di pornografia “soddisfacente” e come masturbarsi. Le preoccupazioni per quanto riguarda le malattie sessuali e la promiscuità sono derise come “antiquate e bigotte”.

La cosa non ci stupisce: se in Inghilterra ai genitori viene impedito di curare i propri figli...

Le scuole religiose indipendenti sono sotto prese di mira perché potrebbero fare propaganda omofoba contro il “matrimonio” gay.

L’ Ofsted, l’organismo responsabile della valutazione scolastica, è stato fortemente ideologizzato. Nel 2013, prima della legalizzazione  del matrimonio gay, l’Ofsted ha valutato la scuola ebraica femminile di Vishnitz positivamente: ha evidenziato l’approccio impegnato e attento al benessere e allo sviluppo armonico delle studentesse. Quattro anni dopo, l’ Ofsted  ha stigmatizzato l’inadeguata promozione dell’omosessualità e della riassegnazione di genere, per cui  non riusciva a garantire “una comprensione completa dei valori fondamentali britannici”. È una delle prime sette scuole religiose che rischia  la chiusura.

Nonostante questa ostilità alla verità, alla fede e alla famiglia, è stata creata un’alternativa sana all’ideologia di genere e alla (dis) educazione sessuale  offerta dal governo del Regno Unito e dalle lobby mortifere che puntano alla sessualizzazione precoce dei bambini.  Si tratta del programma Alive to the World creato dalla rappresentante del World Congress of Family, Christine Vollmer e portato al Regno Unito da Louise Kirk. Il programma educativo, personale, sociale e sanitario è disponibile per i bambini (4-18 anni) nel Regno Unito e in tutto il mondo in più lingue.

Redazione

 

 

 


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