16/09/2025 di Francesco Perboni

Ecco perché siamo tutti Charlie Kirk

In questi giorni abbiamo assistito al tam tam mediatico di odiatori seriali, scatenati come uno stormo di avvoltoi sul cadavere caldo di un ragazzo, un padre, morto a 31 anni. I giornali e gli influencer che riportano a sproposito le sue frasi, distorcendole, non conoscono realmente Charlie Kirk, lo odiano senza conoscerlo.

Ho visto centinaia di suoi video, in molti anni. I megafoni dell’odio estrapolano frasi di Charlie Kirk dal contesto in cui le ha dette. Ne stravolgono il significato e le usano per infangare la memoria di un ragazzo limpido e buono, che non ha mai cercato altro se non avere un confronto pubblico, pacifico e libero con tutti, che ha sempre cercato il dialogo, volendo bene - uso queste parole consapevolmente - ai suoi oppositori politici: si trovano un'infinità di video online dove è lampante il suo amore per il prossimo, senza alcun riguardo per il colore della pelle o per l’orientamento sessuale, e persino per tutti quelli che lo insultavano o addirittura che alzavano le mani su di lui.

Non condividevo alcune opinioni di Charlie, per esempio quella sulla pena di morte o quella sul Secondo Emendamento (sul diritto dei cittadini di possedere e portare armi), ma il punto è proprio questo: perché stiamo parlando delle sue opinioni a cadavere caldo? Perché una certa parte politica, di fatto, accetta che queste opinioni vengano silenziate con la violenza, con la morte.

È stato raccapricciante ascoltare le disgustose parole di personaggi come il noto matematico Piergiorgio Odifreddisparare a Martin Luther King e sparare a un rappresentante MAGA sono due cose molto diverse») e Roberto Savianonon riesco ad accodarmi al coro morale di chi dice che qualsiasi vita umana vada rispettata»).

La realtà è che nel mare infinito dell’ipocrisia benpensante, sedicente democratica, si rischia di precipitare nel baratro di un regime imposto da una minoranza violenta. Ecco perché oggi affermo: io sono Charlie Kirk. Perché condivido quasi tutte le sue opinioni, che non sono tollerate dalla stampa e dalla politica “progressista”, come dimostrano i continui e ripetuti attacchi (anche con ordigni esplosivi) alla sede nazionale di Pro Vita & Famiglia a Roma, nella totale assenza di solidarietà da parte del sindaco Roberto Gualtieri e dal segretario del PD Elly Schlein, che ha risposto, anzi, con un vergognoso «specchio riflesso».

Io sono Charlie Kirk perché vedo l’odio montare anche intorno a me e a chiunque “osi” difendere e promuovere la dignità innata di ogni essere umano fin dal concepimento, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna come pilastro della società, la libertà dei genitori di educare i loro figli. Tutti coloro che condividono questi valori - per nulla “estremisti” ma anzi fondamento del bene comune - sono chiamati oggi, nel loro piccolo, a raccogliere il testimone di Charlie e a raddoppiare i loro sforzi per testimoniare con coraggio la verità. Se lasceremo passare nell’indifferenza il messaggio infame per cui Charlie Kirk non è stato vittima dell’odio politico dei suoi avversari ma delle sue idee, allora ci staremo esponendo, tutti, allo stesso odio che lo ha silenziato. Non possiamo e non dobbiamo permetterlo.

Io sono Charlie Kirk. Noi siamo Charlie Kirk. 


 

 

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