Il nostro direttore generale e portavoce, Jacopo Coghe, è stato oggetto di un vile attacco sui social network. La sua colpa? Aver difeso l’innocenza dei bambini.
Alcuni giorni fa, infatti, a Napoli si è svolto un incontro tra una Drag Queen e alcuni bambini tra i 5 e i 10 anni. Le Drag Queen sono uomini travestiti da donne con abbigliamenti esagerati e spesso di pessimo gusto. In questo caso ci riferiamo a una molto famosa, che si fa chiamare Priscilla, ma il suo nome è Mariano, perché è un uomo.
Si definisce un “attivista queer e transfemminista” e promuove l’agenda politica del movimento LGBT. È stato scioccante ascoltare ciò che ha detto a Napoli di fronte a bambini tra i 5 e i 10 anni: «Voi lo sapete che cos’è una Drag Queen? È una persona a cui piace giocare con i tacchi, con le parrucche, con i trucchi, con le paillettes, con i costumi molto esagerati… ma secondo voi, soltanto le femminucce possono giocare con i tacchi o con i trucchi?»
Ci rendiamo conto della gravità assoluta di tali affermazioni? Ma come si possono dire cose del genere a bambini di 5, 8 o 10 anni? È assurdo! Qual è lo scopo di tutto ciò? Spiegare il travestitismo ai bambini? Pro Vita & Famiglia, da sempre, si oppone con forza alla normalizzazione di queste forzature gravissime. Il nostro Jacopo Coghe ha diffuso un video per denunciare questo indottrinamento ideologico. E “Priscilla” gli ha risposto - attaccandolo.
Ha infatti pubblicato un contro-video in cui si sente Jacopo con una voce modificata che lo ridicolizza. Dunque, per essersi opposto a queste follie, Jacopo viene accusato di «legittimare odio e violenza». Un’accusa infamante per cui l’associazione sta anche valutando la querela.
Ma soprattutto, la Drag Queen ha promesso che continuerà a entrare nelle scuole e incontrare bambini e bambine. E infatti, il 9 maggio era, di nuovo, di fronte a decine di bambini piccoli. Tutto registrato sui suoi canali social. Sai che cosa ha detto loro stavolta? Che «una Drag Queen è come il supereroe di un cartone animato». Un modello, quindi? Un esempio da imitare? È il momento di opporci a tutto questo. Pro Vita & Famiglia - e Coghe - ci hanno messo la faccia pubblicamente per denunciarlo, con il risultato di ricevere - ahinoi - una vergognosa e gratuita gogna mediatica. Il video in cui “Priscilla” attacca Jacopo Coghe, con la sua voce ridicolizzata, è stato infatti visto da più di 70.000 persone.
Paghiamo un caro prezzo per le nostre battaglie. Ma è per un bene superiore, e se ci attaccano significa che stiamo dando davvero molto, molto fastidio. Ecco perché chiediamo ai nostri lettori e sostenitori di aiutare l’associazione a portare avanti questa battaglia e a non mollare quando siamo attaccati e ridicolizzati dagli attivisti della Lobby LGBT.
Ma ecco perché le vostre donazioni sono fondamentali e, oggi, avrebbero un impatto doppio rispetto al normale. In queste settimane, infatti, vi stiamo costantemente aggiornando sugli sviluppi del disegno di legge sul consenso informato dei genitori a scuola (il Ddl Valditara). Già approvato alla Camera, manca solo il via libera definitivo al Senato. Che doveva essere il 21 aprile!
Ogni settimana, però, c’è un nuovo rinvio, anche e soprattutto per colpa dell’ostruzionismo della Sinistra. Qualche giorno fa come Pro Vita & Famiglia siamo andati al Senato di persona per capire che cosa sta succedendo. Abbiamo incontrato alti dirigenti dei partiti di centrodestra, ma siamo usciti dal Senato più preoccupati di come ci siamo entrati: un altro rinvio. Addirittura a giugno!
Questo è comunque il minore dei problemi, perché non sappiamo nemmeno se ci sono i numeri per approvarlo. La pressione mediatica esterna sui senatori di centrodestra più ‘liberali’ è infatti enorme e se si andrà al voto non è certo con chi si schiereranno. Con le famiglie o con le Drag Queen nelle scuole? Abbiamo chiesto ai Senatori schierati dalla nostra parte che cosa possiamo fare per aiutarli, da fuori.
La risposta è stata univoca: “Alzate la voce, ora”. Alzare la voce significa moltiplicare i contenuti pubblicati sui social network, gli articoli sul sito e i comunicati stampa per chiedere ai senatori di votare il Ddl Valditara, di votarlo subito e di votarlo senza modifiche.
Social network, sito web, ufficio stampa… per una no profit come noi, l’unico modo di potenziare questi canali è sperare nelle donazioni di chi condivide la battaglia.
Ecco perché oggi le donazioni valgono il doppio e servono a:
- Sostenere il Dipartimento Scuola di Pro Vita & Famiglia che analizza, denuncia e ostacola progetti gender, favole LGBT e Drag Queen nelle scuole italiane;
- Aiutarci ad aumentare la pressione mediatica e politica sui senatori in bilico sul voto IMMINENTE al Ddl Valditara sulla Libertà Educativa dei genitori.
Mentre leggi questo articolo si sta organizzando un’altra “lezione” per bambini con una Drag Queen. Forse, all’interno di una scuola. Senza la legge sul consenso informato preventivo, i genitori di quella scuola rischierebbero di non essere nemmeno informati dell’evento.
Con la legge, possiamo almeno batterci ad armi pari. Il Dipartimento Scuola di Pro Vita & Famiglia è l’unica organizzazione che fa questo lavoro in modo strutturato. Con personale qualificato, strumentazione tecnica e informatica, la sede di Roma a disposizione. E tutto ciò, solo grazie a piccole donazioni. Zero fondi pubblici, zero sponsor privati.
Ecco come contribuire:
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