13/10/2025 di Fabio Piemonte

Diventare rappresentanti di classe e d’Istituto. Cari genitori, ecco come fare

Ottobre e novembre sono mesi decisivi per i genitori che desiderano essere attori protagonisti nel mondo della scuola, e non soltanto spettatori passivi di ciò che accade negli istituti frequentati dai propri figli. Per tutte le mamme e i papà ciò è possibile concretamente candidandosi e facendosi eleggere come rappresentanti nei Consigli di Classe e nei Consigli d’Istituto, così da poter avere voce in capitolo e contribuire a un’alleanza educativa autentica, che aiuti la scuola a formare persone libere, responsabili e radicate nei veri valori umani, senza ideologie. Ma come fare? Quali sono le scadenze? Cosa significa nel concreto essere eletti? Vi spieghiamo tutti i dettagli (consultabili anche CLICCANDO QUI, all'interno del vademecum "Protagonisti nella Scuola"

Rappresentanti nei Consigli di Classe

Tra la seconda metà di ottobre e le prime settimane di novembre, gli istituti scolastici convocano ufficialmente tutti i genitori per le elezioni dei loro rappresentanti nei Consigli di Classe. Purtroppo, poiché tali elezioni vengono indette in date diverse rispetto agli incontri scuola-famiglia, molti genitori non vi partecipano, ritenendole un’incombenza secondaria. Al contrario, assumere questo ruolo è un atto di responsabilità e amore verso i propri figli: significa vigilare con attenzione sulle attività scolastiche, sui progetti educativi e sulle iniziative extrascolastiche, per garantire che siano sempre rispettosi della libertà educativa dei genitori e dei valori della persona. Candidarsi è molto semplice: basta comunicare la propria disponibilità agli altri genitori, e ufficializzarla durante la riunione di inizio anno scolastico. I rappresentanti vengono eletti in base al grado di scuola (uno nelle scuole dell’infanzia e primarie, quattro alla secondaria di primo grado, due alla secondaria di secondo grado) e restano in carica un anno. Una volta eletti, partecipano a poche riunioni durante l’anno, ma il loro ruolo è fondamentale: rappresentano tutti i genitori della classe, si fanno portavoce delle loro istanze e, insieme agli insegnanti, collaborano per un clima educativo costruttivo e rispettoso. Inoltre, vigilano sulle circolari e sui progetti integrativi, specialmente quelli che toccano temi delicati come l’educazione affettiva e sessuale, il cosiddetto “superamento degli stereotipi di genere” o altre iniziative legate alla cosiddetta “inclusione”, spesso veicolo di messaggi ideologici.

Rappresentanti nel Consiglio d’Istituto

Il Consiglio d’Istituto è l’organo di governo più importante della scuola: non si limita a deliberare, ma indirizza la vita dell’istituto e ne orienta le scelte educative e organizzative. Il mandato dei suoi membri dura tre anni, e le riunioni annuali sono in genere cinque o sei, convocate secondo le esigenze specifiche di ciascun istituto. I genitori eletti nel Consiglio d’Istituto sono in numero di 4 o 8, a seconda della dimensione della scuola. Il Presidente del Consiglio d’Istituto è sempre un genitore, eletto tra i membri, e riveste un ruolo di grande rilievo: coordina i lavori del Consiglio, garantisce la partecipazione democratica, e si interfaccia direttamente con il dirigente scolastico. È quindi una figura chiave per costruire un vero dialogo scuola-famiglia, per segnalare eventuali criticità e per proporre iniziative educative in linea con i valori dei genitori e il bene degli studenti. Per candidarsi è utile coinvolgere altri genitori che condividono le stesse priorità educative, così da formare una squadra coesa e motivata. In alcune circostanze, viste le difficoltà nel formare più liste, nell’istituto si può decidere di creare un’unica lista comune, all’interno della quale si candidano i diversi genitori. È importante redigere un breve programma e uno slogan chiaro, che esprima l’impegno per un’alleanza educativa vera e la centralità del ruolo dei genitori.

Il Consiglio d’Istituto ha tra i suoi compiti più rilevanti l’approvazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), documento che definisce l’identità educativa della scuola e i progetti extracurriculari. È qui che i rappresentanti dei genitori possono incidere concretamente, vigilando su eventuali proposte che introducano visioni ideologiche o contrarie alla libertà educativa, come progetti sull’Agenda 2030, sul “superamento degli stereotipi di genere” o sull’educazione sessuale non conforme ai valori familiari.

Un impegno prezioso e non delegabile

Impegnarsi negli organi collegiali della scuola non è solo un diritto, ma un dovere morale per ogni genitore che desideri essere parte attiva della crescita dei propri figli. Attraverso la partecipazione, i genitori possono contribuire al buon andamento dell’istituto, difendere la libertà educativa e promuovere una vera alleanza scuola-famiglia, basata sulla fiducia reciproca e sulla comune ricerca del bene dei bambini e dei ragazzi. In fondo, il messaggio è semplice ma potente: se tu non ti occupi della scuola dei tuoi figli, la scuola si occuperà comunque dei tuoi figli. Ecco perché è necessario esserci, partecipare, proporre, vigilare. Perché solo così la scuola potrà diventare davvero un luogo di crescita umana, culturale e morale, in collaborazione con le famiglie e non in contrapposizione ad esse

 

 

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