Dissentire dalle idee del nuovo governo. Si può?

Nei giorni scorsi l’eccellente Linkiesta aveva lanciato un allarme: «Pare che giri un sms in alcuni gruppi di insegnanti, su WhatsApp, proprio in occasione dell'avvio delle attività scolastiche. È un invito ad aderire a una protesta contro Monica Cirinnà, per evitare che diventi ministra delle Pari opportunità». Possibilità che poi non si è concretizzata con la formazione del nuovo governo.

Il messaggio, secondo il giornale, esprimerebbe contrarietà alle tante proposte che la Cirinnà ha promosso nella sua carriera parlamentare, dall’utero in affitto all’ ideologia gender. Nulla di male, viviamo ancora in un Paese nel quale tutti i cittadini, inclusi chi dissente nei confronti delle idee della Cirinnà, hanno pieno diritto di esprimere la propria opinione e promuoverla nelle forme lecite che l’ordinamento consente loro, o no?

Si critica poi il fatto che il supposto messaggio di WhatsApp circoli tra insegnanti e gli insegnati dovrebbero essere più responsabili (e prudenti) e non «possono credere al “gender nelle scuole”» Orbene, sarebbe utile ben informarsi su ciò che accade da diversi anni e di cui su Pro Vita & Famiglia si è parlato, ovvero: esiste una ideologia del gender, ci sono iniziative anche in Italia organizzate con il beneplacito di insegnati per educare al trensgenderismo e alla fluidità del proprio genere e nel Regno Unito questa folle dis-educazione sta provocando una tragica situazione sociale e generazionale. Da ultimo, ma senza voler generalizzare, scandali legati a questa ideologia ne emergono di frequente, dalle assurde pratiche promosse nelle cliniche di rassegnazione sessuale o riprogrammazione del genere in UK, ad alcune delle ragioni culturali che sarebbero all’origine del caso di Bibbiano.

L’insegnante scolastico non fa politica né promuove le proprie convinzioni in materia morale, tuttavia, non può certo spogliarsi del proprio “io” né di ciò in cui crede esser buono, vero e giusto per sé. L’insegnante non è ne potrà mai essere un umano “wikipedia” a disposizione degli alunni. Ogni genitore si deve poter aspettare che l’insegnante sostenitore della possibile candidatura a ministro della Cirinnà e quello assolutamente contrario, facciano entrambi il proprio dovere, non indottrinino il proprio figlio ma insegnino e lo introducano alla scoperta della verità e dei propri talenti. Immaginare che tutti gli italiani contrari alla schiavitù della maternità surrogata, alla ideologia gender o alle adozioni gay, inclusi gli insegnanti, siano da espellere dalla scuola è un atto di discriminazione inaccettabile. Rispetto e ringrazio Linkiesta per aver fatto emergere con chiarezza un’opinione e delle ragioni esattamente opposte alle mie. Va chiarito però che se introducessimo il giuramento di fedeltà per gli insegnanti ad un particolare Ministro, ad ogni cambio di Governo cosa saremmo tenuti a fare? Cambiare tutti gli insegnanti che non avrebbero le stesse opinioni del nuovo Ministro? O invece assumiamo, a priori, che le opinioni della Cirinnà siano ben più solide della Bibbia e dunque, i suoi adepti e seguaci in campo educativo mai e poi mai potrebbero essere espulsi dall’insegnamento?

Bando ad ogni polemica, l’articolo stimolante di Linkiesta ci può illuminare sui possibili pericoli che forse dovremo affrontare con un Governo 5Stelle, PD, LEU, dove la non discriminazione potrebbe, a prescindere da competenze e qualità, servire a discriminare e tacitare i dissenzienti. Dopo aver espulso gli insegnanti che si ribellano alle convinzioni della Cirinnà, si dovrebbe passare ai genitori, dopo dei genitori agli ufficiali giudiziari e ai medici obiettori, poi ai fedeli di quelle religioni e quelle associazioni che si ispirano a valori contrari alle convinzioni della Cirinnà, poi chi cita la Bibbi e San Paolo e così via. Un lungo elenco che ci riporterebbe solo a vivere sotto regimi del secolo scorso e dei quali, ahimè, già percepiamo i primi segnali. Un grande grazie dunque al Linkiesta per il suo articolo, illuminante per tutti noi.

 

di Luca Volontè

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