12/07/2019

Difendiamo le donne dall’epidemia (trans) gender

Molte femministe di tutto il mondo sono scese in campo contro l’ideologia e le politiche dei governi a favore del trangenderismo, è un fatto indiscutibile. Molte si sono opposte a ogni forma di competizione sportiva nella quale i trans-gender partecipino con le femmine, memori della correttezza delle competizioni, della scontata vittoria dei trans-gender, della umiliazione delle femmine e delle loro qualità, ma anche facendo memoria degli scanali e delle denunce contro le atlete del blocco sovietico (Urss e Repubblica Democratica Tedesca) in tutte le competizioni sportive sino alla caduta del Muro di Berlino.

Bene, in questi giorni anche una indagine inglese, mette a nudo lo svantaggio più che marginale della femminilità e come le ragazze inglesi si siano o siano state convinte di quanto sia per loro positivo rinunciare a essere donne e trasformarsi in uomini o transgender. Ennesima prova di come la femminilità stia subendo un attacco storico nella nostra società occidentale.

Quasi i tre quarti dei bambini che cercano di cambiare sesso sono ragazze, la proporzione è la più alta mai registrata, secondo il Tavistock (Centro specializzato nelle transizioni sessuali e di genere) di Londra: in un anno, fino ad aprile scorso, le ragazze che frequentavano il Tavistock erano 1.740, pari al 74%, mentre i ragazzi erano solo 624. Polly Carmichael, che è direttore della clinica, ha dichiarato al Sunday Times: «Continuiamo a vedere una percentuale molto più alta di donne biologiche che ci chiedono il cambio di genere, siamo molto attenti al problema e lo stiamo studiando».

C’è stato anche un aumento del numero di bambini più piccoli che frequentano la clinica – con uno sbalorditivo 54% di bimbi con 14 o meno di 14 anni che hanno fatto (accompagnati dai genitori) simile richiesta di transizione di genere. Balzo particolarmente significativo tra i tredicenni che sono saliti a 331 l’anno, così come altri 511 i quattordicenni che frequentano l’altro centro specializzato a Belsize Lane, a nord di Londra. Aumentati anche gli undicenni che sono saliti all’11% del totale.

Complessivamente, il numero di coloro che vanno al centro è aumentata del 3.200% rispetto alle cifre del 2009-10, da 77 ad addirittura 2.590 all’anno.

Già nel 2018, Penny Mordaunt, che era il ministro per le donne e le uguaglianze, ha approvato una indagine per capire l’aumento sproporzionato che si sta registrando sul numero delle ragazze che desiderano perdere la propria femminilità. Lo studio commissionato allora si è perso nei meandri dei vari cambi di poltrone e di Governo, ma ora i genitori associati nella Trangender Trend chiedono conto di quello studio.

Stephanie Davies-Arai, che lavora per Transgender Trend, un gruppo di genitori che mettono in discussione la transizione medica dei bambini, ha dichiarato: «Abbiamo bisogno di un’inchiesta sul perché c’è stato un aumento senza precedenti del numero di ragazze adolescenti che sono infelici di essere ragazze, e dovrebbe essere compreso in un contesto di salute mentale delle adolescenti».

Ragazze che desiderano divenire uomini, femmine che pretendono di farsi maschi, femministe battagliere che non perdono occasione di scagliarsi ferocemente contro questa ideologia epidemica che sta travolgendo il mondo occidentale con una furia mai vista. Le donne si preoccupano, le donne sono sempre più aggredite e, sin da piccole, oggetto di una violenza psicologica tale da voler rinunciare alla propria femminilità. Questa sfida epocale, ben più grave e drammatica di quella della immigrazione dei popoli, deve interessare tutti noi: maschi e femmine. L’attentato alla creazione, al disegno tanto naturale quanto divino, è così radicale e definitivo che non può lasciarci indifferenti né farci considerare la sfida del trangenderismo come un superficiale dibattito retrogrado. Difendere le donne è il bene dell’intera umanità...

Luca Volontè

Fonti: Daily Mail

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