09/03/2020

Ddl omofobia, Fusaro: «Manifesti di Pro Vita & Famiglia efficaci perché risvegliano le coscienze»

Non vi è alcuna emergenza-omofobia che possa giustificare l’approvazione di una legge, il cui scopo non è tanto di proteggere delle categorie di persone quanto di scardinare i principi tradizionali per dar luogo a un «nuovo ordine erotico», dove il cittadino conta solamente in quanto consumatore. Commentando con Pro Vita & Famiglia, l’imminente discussione alla Camera dei Deputati del ddl Zan contro l’omofobia, il filosofo Diego Fusaro mostra ancora una volta di avere le idee chiare e pone in rilievo l’efficacia dell’ultima campagna della nostra onlus, utile a risvegliare le coscienze e a portare ossigeno alla libertà di pensiero.

 

Professor Fusaro, come valuta la riproposizione in Parlamento del ddl omofobia? Che implicazioni ha a livello antropologico?

«Ritengo che questo ddl sia preoccupante in ragione del fatto che, come sempre avviene, il pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto usa la malattia per colpire il colpo sano. Dice che per colpire la polmonite, bisogna estirpare il polmone, quindi, in nome della lotta contro l’omofobia e la transfobia, di fatto, va a colpire il pensiero autonomo e l’idea stessa di famiglia naturale basata sulla differenza dei sessi, ovvero ciò che è radicato nell’intera storia e nell’intera tradizione dell’occidente e, soprattutto, è inscritto nella logica stessa della vita: i figli nascono da un padre e da una madre e la vita si riproduce tramite la differenza sessuale. La ratio di questo ddl, quindi, non è quello di sanzionare l’omofobia – cosa che peraltro è già sanzionata dalla legge italiana – ma quello di utilizzare la lotta contro l’omofobia come schermo e come alibi per colpire chi non è allineato con la nuova visione “genderistica” ed eroticamente corretta e per imporre, di conseguenza, il “nuovo ordine erotico”, per usare il titolo del mio libro uscito per Rizzoli qualche tempo addietro. Il nuovo ordine erotico è quello del pansessualismo consumista e precarista che deve distruggere l’etica della famiglia per produrre consumatori unisex “plusgaudenti” e senza etica familiare».

Non esiste, quindi, alcuna emergenza-omofobia?

«È ovvio che non esiste un’emergenza-omofobia. Ci sono, certo, dei casi episodici di imbecilli, che utilizzano violenza e discriminazione contro omosessuali e transgender. Questi individui, però, sono già giustamente sanzionati a norma di legge. Questo nulla c’entra con il fatto che esista la famiglia naturale, che ci siano per natura maschi e femmine e che la riproduzione avvenga secondo la differenza sessuale. Ancora una volta inventano un problema che non c’è per imporre un aggiornamento, un’ortopedizzazione eroticamente corretta delle masse, sventolando la bandiera del pericolo dell’omofobia che, per fortuna, non c’è».

Non trova significativo che questo ddl trovi spazio in Parlamento proprio quando ci troviamo nel pieno di un’emergenza sanitaria nazionale e internazionale e, quindi, altre dovrebbero essere le priorità?

«Sicuramente la situazione di panico generale da coronavirus svolge anche il ruolo di alibi perfetto per far passare provvedimenti che, in tempi di normalità e non emergenziali, avrebbero faticato ad affermarsi. Penso al MES e anche al ddl di cui stiamo qui discutendo. Quindi credo che l’emergenza attuale svolga un ruolo importante, siamo di fronte a una coincidenza singolare».

Nell’ambito di questa battaglia valoriale, la campagna di Pro Vita & Famiglia che contributo può portare?

«Trovo che la vostra strategia comunicativa sia efficace. È importante risvegliare le coscienze su questi temi e, soprattutto, stimolare la libertà di pensiero. Si può essere d’accordo o no ma l’essenziale è che si possa comunicare liberamente il proprio pensiero e creare un dibattito intorno ad esso. La vostra campagna di sensibilizzazione mi pare importante, perché mostra immagini forti che stimolano a pensare liberamente, che è ciò che oggi manca».

 

di Luca Marcolivio

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