Maddalena Morgante (FdI) è una delle deputate della maggioranza che hanno contribuito all’approvazione alla Camera, lo scorso 3 dicembre, del Ddl Valditara sul consenso informato. Secondo quanto dichiarato dalla stessa Morgante a Pro Vita & Famiglia, il disco verde di Montecitorio al provvedimento è stato il risultato di un lavoro di squadra in cui la politica si è messa in ascolto delle istanze di cittadini, famiglie e associazioni, in nome del principio non negoziabile della libertà educativa.
Onorevole Morgante, perché è stato così importante approvare, senza annacquature, questa proposta?
«Per riaffermare la centralità della famiglia e il primato educativo dei genitori, in particolare quando si tratta di tematiche delicate attinenti alla sfera affettiva e sessuale dei figli. È da sempre una battaglia che porto avanti come madre e come responsabile nazionale del “Dipartimento Famiglia e Valori non negoziabili” di Fratelli d’Italia. L’approvazione di questa legge rappresenta un risultato importante, che restituisce alla famiglia il ruolo che le spetta e tutela i minori dalla propaganda dell’ideologia gender. Si tratta di una norma di buon senso, che ricalca i principi costituzionali e internazionali sul dovere educativo dei genitori, il primato educativo e il diritto alla libertà educativa. Devo dire che rattrista molto aver assistito a molte polemiche da parte dell’opposizione, che trovavano intollerabili questi principi riconosciuti universalmente a tutela della persona e della libertà».
Ritiene che il risultato ottenuto alla Camera sia anche il frutto di una buona sinergia tra politica, associazioni e cittadini?
«Certamente. La politica non rappresenta se stessa, rappresenta i cittadini che hanno riposto fiducia nei rappresentanti democraticamente eletti. Il nostro è un compito al servizio del bene comune. Per questo ha aiutato il lavoro delle associazioni, che a loro volta hanno fatto propri i bisogni delle famiglie. Questa legge dà ai genitori l’aiuto che loro stessi, da ogni parte d’Italia, hanno richiesto per tutelare i loro figli a seguito di spiacevoli episodi all’interno delle scuole nei quali agli studenti, fin dalla più tenera età, sono stati proposti in modo subdolo progetti basati sull’ideologia di genere all’insaputa dei genitori o negando alla famiglia la condivisione preventiva del materiale da proporre in classe. La fiducia, alla base dell’alleanza scuola-famiglia, deve essere reciproca. Ecco, dunque, la ragione per cui sosteniamo che questa legge sia uno strumento di libertà che responsabilizza tutti gli attori della comunità educante e sia la risposta che le famiglie aspettavano».
Pro Vita & Famiglia si è mobilitata per anni a favore del consenso informato, portando avanti un’intensa campagna d’informazione nei mesi precedenti il voto. Ha seguito la nostra campagna?
«Ho seguito la vostra e tutte le campagne sul tema promosse dall’associazionismo italiano attento ai bisogni della famiglia. Come dicevo, la legge è una risposta alle istanze mosse dai cittadini stessi e raccolte dalle associazioni. La politica si è messa in ascolto e il Governo ha dato concreto riscontro. Il consenso informato è insieme un diritto e un dovere: garanzia di trasparenza, non un ostacolo, strumento che amplia la partecipazione dei genitori. È il rafforzamento dell’alleanza scuola-famiglia. La libertà educativa non è retorica, ma un valore non negoziabile, per questo resta un pilastro intoccabile e che sempre difenderemo».