11/12/2025 di Luca Marcolivio

Ddl Consenso informato. Miriano: «Avrebbe meritato approvazione unanime»

L’approvazione alla Camera, lo scorso 3 dicembre, del ddl Valditara sul consenso informato è sicuramente una conquista di civiltà e un passo in avanti per la libertà educativa delle famiglie. Intervistata da Pro Vita & Famiglia, la giornalista e scrittrice Costanza Miriano ribadisce il risvolto fondamentale della mobilitazione per questo obiettivo: il ruolo delle associazioni è imprescindibile, ogni cittadino può fare qualcosa nel suo piccolo e vale la pena crederci fino in fondo. 

Cosa rappresenta, secondo Lei, questa approvazione parlamentare?

«L’istituzione del consenso informato viene vista come il prodotto di una cultura politica poco amica della libertà. Invece, mi sembra proprio che la questione rappresenti un principio di civiltà per tutti, non soltanto per i cattolici. L’educazione sessuale non è una materia scientifica, né può venire spiegata meccanicamente come se si trattasse di biologia. È un tema culturale e spirituale, molto condizionato dalle scelte personali, quindi non capisco perché si debbano imporre certe visioni ai nostri figli. È una questione di libertà: così come si è liberi di sostenere la pericolosa teoria del gender, allo stesso tempo non è lecito insegnarla ai minori, senza il consenso dei genitori. Quindi, in definitiva, il consenso informato mi sembra una conquista di civiltà».

Quale ruolo hanno giocato le associazioni pro family in questo passaggio?

«È stato sicuramente il risultato di un lavoro di gruppo, in cui hanno contribuito tante realtà: Pro Vita & Famiglia, Family Day, Non si Tocca la Famiglia, Popolo della Famiglia, e così via. È stato un lavoro encomiabile, sia per quanto riguarda la mobilitazione dal basso, sia nell’informazione a livello capillare sul tema. Immagino sia stata fatta anche un’attività di lobbying, andando a contattare i decisori finali. Questa approvazione ci dà speranza anche per le battaglie future, ci dimostra che non è impossibile, non si combatte sempre contro i mulini a vento, anzi, si può ottenere qualcosa. Mi sembra sia stato un segnale bellissimo e una vittoria di tutto un popolo».

Si può agire, quindi, sia sulla politica, sia sull’opinione pubblica?

«Assolutamente sì. Io stessa ho partecipato a molte iniziative per la vita e la famiglia, magari lasciando il divano e le faccende domestiche. Qualche volta dicevo a mio marito: “ma chi me lo fa fare”… invece questi sono giorni in cui possiamo dire che ne è valsa la pena, si può cambiare la cultura, si può incidere. Questa partecipazione è stata importantissima, anch’io come privata cittadina ho contribuito e sono grata a tutte le associazioni che hanno lavorato costantemente per questa causa nel corso degli anni. Forse alla Camera, la vittoria non è stata così schiacciante come il buon senso avrebbe suggerito. Ritengo che il ddl sul consenso informato esprima una posizione talmente ovvia e condivisibile da tutti, al punto che speravo sarebbe stata votata all’unanimità… Ora speriamo bene anche per il voto in Senato».

 

 

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