La recente approvazione alla Camera del ddl Valditara sul consenso informato è stata possibile anche grazie all’impegno di associazioni come Pro Vita & Famiglia e Family Day, il cui presidente Massimo Gandolfini ha commentato ai nostri microfoni lo storico passo parlamentare.
La Camera dei Deputati ha approvato il ddl sul consenso informato: qual è una sua valutazione?
«Anche a nome dell’associazione Family Day esprimo una grande soddisfazione, perché su questo principio abbiamo iniziato a lavorare già ai tempi del ministro Valeria Fedeli, quindi intorno al 2018. Siamo davvero molto contenti che finalmente si sia arrivati a questa prima approvazione da parte del Parlamento ma vogliamo anche sottolineare una campagna che viene portata avanti in particolare dal segretario del PD Elly Schlein, secondo la quale, con la legge sul consenso informato, verrebbe messa a repentaglio l’autonomia scolastica, dando vita a una sorta di scuola di Stato. Questo è assolutamente falso perché il consenso informato è uno strumento di vera e concreta democrazia pratica, in quanto mette al centro la responsabilità dei genitori nell’educazione dei propri figli, proprio come prescrive la Costituzione: a riguardo ricordo sempre che l’articolo 30 dice esattamente che l’educazione dei figli (quindi anche il consenso informato) è uno strumento di massima democrazia e di massima libertà. Ogni famiglia, dunque, deciderà se far partecipare o meno il proprio figlio a questi percorsi educativi».
Quali problematiche va a risolvere il provvedimento appena approvato?
«La storia purtroppo ci dice che quello che è accaduto fino ad oggi è veramente inaccettabile. Insieme agli amici di Pro Vita & Famiglia, abbiamo documentato centinaia di casi di percorsi educativi alla sessualità e all’affettività secondo l’ideologia gender, quindi in contrasto con la legge naturale e comunque assolutamente non rientranti nei programmi educativi scolastici. Tirando le somme, il provvedimento è uno strumento sacrosanto e utilissimo, che – ribadisco – non toglie diritti a nessuno, anzi rafforza i doveri e i diritti dei genitori nei confronti dei propri figli minori».
Come valuta l’apporto delle campagne di informazione di Pro Vita & Famiglia sul tema del consenso informato?
«È stato un apporto fondamentale, sia da parte di Pro Vita & Famiglia, sia da parte dell’associazione Family Day, che rappresento. Ovviamente, dall’altra parte, ovvero dalla parte del ministero dell’Istruzione e del Merito, in particolare dal ministro Valditara, abbiamo trovato un orecchio attento e una concreta collaborazione, essendovi al centro il bene dei figli e il dovere-diritto dei genitori. In questo campo non abbiamo fatto campagne di propaganda “partitica”. Noi vogliamo semplicemente che i bambini vengano rispettati nella loro educazione e non indottrinati. E vogliamo soprattutto che i genitori si facciano carico come loro preciso diritto e, in particolare, dovere di prendersi cura responsabilmente dell’educazione dei figli».
Ritiene quindi che l’apporto delle vostre associazioni abbia inciso sull’opinione pubblica?
«Ha inciso moltissimo sull'opinione pubblica perché le famiglie che fanno riferimento alle nostre due associazioni sono centinaia di migliaia, potremmo anche dire qualche milione, per cui dal punto di vista della sensibilizzazione dell’opinione pubblica l’apporto è stato fondamentale ma lo è stato anche lo stimolo che abbiamo portato avanti a livello dei decisori, quindi a livello dei partiti che ci hanno voluto ascoltare e naturalmente delle autorità di governo e istituzionali che sono chiamate a vigilare su questi temi. In particolare, il rapporto con il ministro Valditara è stato davvero fondamentale».