Il 28 dicembre la Chiesa Cattolica celebra la solennità dei Santi Innocenti Martiri, ovvero per ricordare i bambini massacrati da Erode il Grande, re della Giudea, allo scopo di uccidere il neonato “Re dei Giudei” - Gesù - della cui nascita era stato informato dai Magi giunti a Gerusalemme da oriente dopo aver visto sorgere la sua stella.
Anche in chiave laica, questa ricorrenza può dire molto alle coscienze degli uomini di tutto il mondo. L’idea di un bambino sacrificato sugli altari dell’ambizione e dell’avidità degli adulti è quanto di più ripugnante possa esistere, a prescindere dall’appartenenza religiosa. Un dramma che, a distanza di duemila anni, persiste, seppur in forme diverse. Dalle violenze nelle guerre passando per l’aborto e la cosiddetta eutanasia pediatrica.
Gli “Erode” di oggi
Innanzitutto, parlando di minori vittime di violenze nei conflitti, secondo i dati diffusi nell’ultimo Rapporto del Segretario generale Onu per i bambini e i conflitti armati, del giugno 2024, sono state registrate nel mondo 32.990 gravi violazioni contro i bambini in 25 conflitti nazionali: il numero più alto mai registrato da almeno venticinque anni. Per quanto riguarda uccisioni e menomazioni, nel rapporto del 2024 è stato registrato il numero più alto di casi di questa violazione dall’inizio del monitoraggio con un aumento del 35% dallo scorso anno: da 8.647 nel 2022 a 11.649 bambini uccisi o mutilati nel 2023. È inoltre aumentato il numero di bambini rapiti nei conflitti armati, raggiungendo per il terzo anno consecutivo un drammatico e triste record: 4.356 bambini rapiti nel 2023.
L’aborto
Quanto all’aborto, è verosimile stimare una crescita di questa pratica nei prossimi anni, vista la sua liberalizzazione massiccia nella maggior parte degli ordinamenti in tutto il mondo (con alcune lodevoli eccezioni come la Polonia, Ungheria e numerosi Stati Usa amministrati da governatori Repubblicani). Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in tutto il mondo, 6 gravidanze indesiderate su 10 si “risolvono” con un aborto. Ogni anno, inoltre, nel mondo si verificano oltre 73 milioni di aborti indotti (una cifra che racchiude anche quelli, farmacologici, che di solito non sono conteggiati dalle statistiche mainstream). Al contempo 3 gravidanze su 10 (il 29%) si concludono con un aborto indotto. Proprio in Italia, inoltre, dove questo tipo di propaganda è particolarmente forte, i numeri risultano drammaticamente in ascesa, con ben 65.661 bambini abortiti soltanto nel 2022, dunque oltre duemila in più rispetto all’anno precedente. In tutto il mondo, inoltre, in un solo anno (dati riferiti al 2023), sono stati più di 44 milioni i bambini uccisi nel grembo materno.
L’eutanasia
C’è poi il dramma, spesso sottaciuto e insabbiato, dei bambini vittime di eutanasia. Belgio e Paesi Bassi sono gli unici due Stati ad aver legalizzato ufficialmente questa prassi, tuttavia, non va dimenticata la prassi, de facto, che ha preso piede da ormai qualche anno nel Regno Unito. Alla fine del 2023, ad esempio, Pro Vita & Famiglia ha seguito, passo dopo passo, il tragico caso di Indi Gregory, l’ultima di un’agghiacciante serie di vicende, i cui nomi resteranno tristemente impressi nella memoria collettiva di chi lotta per il diritto della vita di tutti, a partire dai più indifesi: pensiamo infatti a Charlie Gard, Alfie Evans, Archie Battersbee. Tutti sacrificati contro il volere dei propri genitori, sull’altare di un presunto “miglior interesse” del minore, ovvero quella falsa pietà, che ipocritamente ammanta il sordido taglio alle risorse sanitarie destinate ai bambini gravemente malati. Praticamente una nuova Rupe Tarpea ma che, secondo alcuni, è progresso.
La Tratta e i bambini abusati
Il tragico elenco di forme in cui gli innocenti vengono uccisi o abusati procede, purtroppo, anche lungo il sentiero della tratta di esseri umani, in cui proprio i minori sono tra le vittime più ricorrenti. Un fenomeno molto ampio, che va dallo sfruttamento della prostituzione alla pedofilia. C’è poi l’enorme dramma dei bambini abusati. Sotto questo aspetto, secondo il rapporto diffuso nel febbraio 2025, l’Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia di Meter ha segnalato nel 2024: 1.996.911 foto a contenuto pedopornografico, 2.085.447 video; 8.034 link; 269 cartelle compresse, contenenti raccolte di file Rar di materiale inquantificabile su bambini violentati. Rispetto al Report 2023, i video (+220%) segnalati sono triplicati rispetto ai 651.527 dell’anno precedente. Inoltre, sono stati individuati e segnalati 410 gruppi sui social network, così distribuiti: 336 gruppi su Signal; 51 pagine e gruppi su Facebook; 19 gruppi su WhatsApp; 3 su Instagram; 1 profilo su TikTok.