16/07/2021 di Luca Volontè

DAL MONDO – Uk, ritirato emendamento pro aborto fino al nono mese

Scampato pericolo nel Regno Unito per la legalizzazione dell’aborto sino alla nascita e per qualsiasi ragione addotta dalla madre.

La proposta era della Laburista Diana Johnson che aveva presentato lo scorso 2 luglio un emendamento al ‘Police, Crime, Sentencing and Courts Bill’ per rimuovere le sezioni 58 e 59 dell'Offences Against the Person Act 1861. La nuova clausola 55 avrebbe abrogato tutte le garanzie legali sull'aborto, compresa la necessità che un medico sia coinvolto nell'operazione e avrebbe rimosso tutte le protezioni all’obiezione di coscienza per i medici che non desiderano partecipare agli aborti.

La proposta avrebbe introdotto in Inghilterra e nel Galles uno dei regimi di aborto più estremi del mondo. I gruppi pro-vita di tutto il Regno Unito hanno cercato in ogni modo di far bocciare o ritirare l’emendamento, in particolare l’associazione ‘Right To Life UK’ ha più volte denunciato la pericolosità del testo e invitato i cittadini a scrivere a tutti i deputati e al Governo per bocciare o fa ritirare una modifica terribile e totalmente incivile. Secondo la "dichiarazione esplicativa" che accompagnava l'emendamento, il testo presentato dalla deputata laburista Diana Johnson depenalizzerebbe l'aborto e creerebbe un nuovo reato di "interruzione non consensuale della gravidanza". La ‘Society for the Protection of Unborn Children (SPUC)’ ha anch’essa chiesto ai cittadini di scrivere ai loro deputati e spiegato che l'emendamento consentirebbe l'aborto fino alla nascita.

Grazie all’impegno di decine di migliaia di cittadini e agli sforzi determinati di moltissime associazioni pro life, al momento del voto, gli emendamenti sono stati ritirati dagli stessi presentatori. Sembra che la lobby dell'aborto abbia capito l’alta probabilità di bocciatura di entrambi gli emendamenti ha quindi incoraggiato i deputati a non portare questi emendamenti al voto. Un gran numero di parlamentari nel dibattito di lunedì ha parlato di questi tentativi di dirottare il ‘Police, Crime, Sentencing and Courts Bill’ con emendamenti estremi sull'aborto.

Da segnalare, a tal proposito, i discorsi toccanti di Fiona Bruce, Sally-Ann Hart, Danny Kruger, e Bob Blackman, insieme a un certo numero di parlamentari che di solito non sono d'accordo con la posizione pro-vita sull'aborto, ma sono stati scioccati dalla proposta di introdurre l'aborto fino alla nascita. Prima del dibattito, inoltre, più di 800 medici professionisti hanno firmato una lettera aperta a Diana Johnson, invitandola a ritirare il suo emendamento. L'emendamento di Diana Johnson, infatti, avrebbe introdotto l'aborto su richiesta, per qualsiasi motivo.

L'emendamento di Rupa Huq, invece, avrebbe introdotto una pena detentiva fino a 6 mesi e/o una multa illimitata, e, in ulteriori casi, fino a 2 anni di reclusione e/o una multa illimitata, per chiunque avesse tentato di dissuadere dall’aborto una donna entro 150 metri da ogni clinica per aborti nel paese.

C’è da ricordare che solo il 21% degli inglesi, secondo un recente sondaggio, è d’accordo nel vietare raduni di preghiera e manifestazioni pacifiche nei pressi delle cliniche abortive. Le proposte sono però fallite, grazie all’impegno di tutto il popolo pro life inglese ed al buon senso che, talvolta, si fa breccia anche nei deputati non propriamente pro-life.

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