25/06/2021 di Luca Volontè

DAL MONDO – Spagna. La politica contraria alla liberalizzazione dell’eutanasia

La legge che liberalizza l’eutanasia in Spagna, approvata la scorsa primavera ed entrata in vigore in questi giorni, sarà sottoposta a due giudizi della Corte Costituzionale del paese iberico.

Il primo ricorso che ne chiede l’abolizione per incostituzionalità è stato presentato lo scorso 11 giugno dal partito VOX, la destra  identitaria spagnola, che afferma come che la norma "viola il dovere dello Stato di proteggere la vita", edè è quindi "una sconfitta della civiltà e una vittoria della cultura della morte e per coloro che pensano che alcune vite sono più degne di altre".

L’altro ricorso è stato presentato ieri dal Partito Popolare spagnolo, di centrodestra, che ha depositato un ricorso simile di incostituzionalità e nel quale si chiede, come nel primo caso, che l’entrata in vigore sia sospesa sino al pronunciamento dei Giudici Supremi. Il testo presentato dai Popolari il 24 giugno sottolinea la violazione  dell'articolo 15 della Costituzione, che sancisce il diritto alla vita. Il leader del PP, Pablo Casado, ha criticato duramente la legge sulla eutanasia dicendo che  "è stato elaborato in pieno stato di allarme, con scadenze assolutamente brevi e senza dialogo con nessuno".

Dunque la politica si muove con determinazione contro l’eutanasia in Spagna, ma non solo. Infatti, vari gruppi di giovani cristiani e cattolici hanno promosso le ‘settimane per la vita’. “Una campagna di digiuno e preghiera per la fine dell'eutanasia in Spagna, nel mondo, per la conversione di tutte le anime e la promozione di una cultura della vita". Durante queste settimane i turni di preghiera saranno organizzati "da tutti da ovunque si trovino (casa, lavoro, cappella...)".

La legge dell'eutanasia in Spagna "è stata approvata senza il parere dei professionisti della salute ed è contraria al diritto alla vita, contenuto nell'articolo 15 della Costituzione. L'eutanasia non solo sarà depenalizzata con questa legge, ma diventerà un diritto, una prestazione sanitaria. Il nostro dovere come cristiani – hanno detto - è quello di accompagnare chi soffre. Inoltre, attualmente, ci sono alternative come le cure palliative che aiutano ad alleviare il dolore senza porre fine alla vita del paziente".

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