06/04/2021 di Luca Volontè

DAL MONDO – Spagna, i medici si mobilitano contro l’eutanasia

Gli applausi nel Congresso dei Deputati il 18 marzo scorso per celebrare l'approvazione della legge sull'eutanasia hanno tentato di nascondere lo sconcerto di una grande parte della società che non è d'accordo con l'omicidio istituzionalizzato e che richiede un dibattito civile, che l’esecutivo a giuda Socialista e Podemos ha negato durante la discussione. In coincidenza con la pubblicazione della legge sul Bollettino Ufficiale dello Stato (BOE), i medici di tutta la Spagna hanno partecipato a una campagna sui social network per esprimere il proprio disappunto contro la legge.

Con lo slogan 'Non contate su di me', i medici raccontano in un video cosa significa per la loro professione la decisione di legalizzare la morte del paziente. Gli esperti si oppongono a questa norma e quindi non vogliono che la morte sia medicalizzata: "Non vogliamo essere costretti ad uccidere o favorire la morte di un nostro paziente, non vogliamo andare contro la nostra professione". Per gli operatori sanitari, l'eutanasia rende il loro lavoro inutile e "rovina" il lavoro che fanno ogni giorno negli ospedali. La legge va contro il Codice di etica medica che, nel suo articolo 36, afferma che "il medico non causerà mai intenzionalmente la morte di qualsiasi paziente, nemmeno in caso di espressa richiesta di quest’ultimo".

In questa intensa campagna social (#QueNoCuentenConmigo), la frase simbolo della protesta è semplice e chiara: "La legge è contraria al Codice Etico. Anche l'Associazione Medica Mondiale si è espressa contro". La maggioranza del Congresso, con il rifiuto di VOX, il PP e UPN ha celebrato l'approvazione della legge di eutanasia invocando ipocritamente lo slogan che diceva : ‘La legge è una misura a favore della libertà’. Tuttavia, i medici rispondono a chiare lettere: "Vogliamo mettere in chiaro che siamo contro l'uccisione dei pazienti. Si insiste nel giustificarlo in nome di una falsa compassione. Non si rende il paziente più libero, si esercita invece una sottile pressione per dirgli che è un peso per la società e la famiglia e che il suo dovere è quello di togliersi la vita".

Nel video, gli esperti chiedono di essere ascoltati e denunciano che la maggioranza non li ha nemmeno ascoltati per la redazione del testo: "Si è voluto distorcere ogni nostra relazione e proposta. Se non ascoltano la salute, chi ascolteranno?” Il lavoro dei medici, essenziale in tempi di pandemia e applaudito da finestre e balconi per settimane dai cittadini, è messo in discussione con l'approvazione di questa legge. Ironicamente, i medici denunciano il fatto che in pochi mesi il discorso è passato dal chiedere loro di salvare i pazienti al chiedere loro di sacrificarli: "Nel corso di una pandemia come quella che abbiamo vissuto, ciò che è accaduto con l’approvazione di questa legge è a dir poco inopportuno. Ci hanno applaudito per aver salvato delle vite e ora ci vogliono incaricare di essere i carnefici dei nostri pazienti”.

La campagna è stata un successo su Twitter, il social network in cui l'hashtag ‘#QueNoCuentenConmigo’ è diventato un 'Trending Topic' e che ha reso virale il chiaro messaggio dei medici: "I malati cronici non sono 'incurabili'. Dobbiamo porre fine alla sofferenza, non a chi soffre". La legge sull’eutanasia entrerà in vigore nel prossimo giugno in Spagna, la battaglia è tutt’altro che finita: ci sono ricorsi alla Corte per dichiararne l’incostituzionalità, si diffondono iniziative dei medici per dichiararsi obiettori di coscienza e altre iniziative da parte delle chiese cristiane e associazioni per invitare tutti i cittadini spagnoli a compilare dettagliatamente i propri testamenti di fine vita specificando che ‘non si vuole’ essere uccisi con l’eutanasia ma esser curati con cure palliative sino alla morte naturale.

 

 

 

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