25/08/2026 di Redazione

Correre per la vita: la testimonianza dei “Life Runners”

Patrick Castle racconta in esclusiva a Pro Vita & Famiglia la missione dei Life Runners, i quali si impegnano a diffondere la cultura della vita attraverso slogan diretti stampati su magliette, felpe e giubbini che vengono indossati, in special modo, ma non solo, durante le manifestazioni sportive.

«Prima di formarti nel grembo materno ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce ti avevo consacrato». Questo versetto del profeta Geremia (Ger 1,5) costituisce il leitmotiv dell’impegno dei Life Runners che contribuiscono a tutelare la vita umana nel grembo materno attraverso slogan diretti e significativi impressi su magliette, felpe e giubbini indossati in special modo durante manifestazioni pubbliche sportive e culturali, ma anche da bambini e adolescenti nelle scuole.

Pro Vita & Famiglia ha intervistato in esclusiva il fondatore e presidente, il dottor Patrick Castle, per approfondire dalla sua viva voce le motivazioni sottese al loro impegno in favore di coloro che non hanno voce. Insieme a migliaia di Life Runners, il dottor Castle contribuisce a strappare all’aborto tanti nascituri attraverso campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nell’ambito dell’istruzione, della cultura, dello sport e della fede.

Dal 2008 a oggi egli ha raggiunto e incoraggiato milioni di persone con oltre 800 presentazioni e interviste ai media in tutta l’America; ha trasmesso milioni di messaggi sulla tutela del diritto alla vita e per contribuire a porre fine all’aborto, raccogliendo oltre sei milioni di dollari per la causa prolife. Tra l’altro, Castle è anche un grande maratoneta e ha eletto come protettore dei Life Runners san Pio da Pietrelcina quale segno della sua gratitudine, in quanto il Santo lo ha aiutato a completare la ”Pikes Peak Ascent” nel 2006. Di qui ha organizzato la ”Staffetta San Pio per la Vita” anche in Italia nel 2017, che ha coinvolto 82.000 corridori da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo.

 

Quando sono stati fondati i Life Runners e come è iniziato tutto?

«L’82% delle madri che ha abortito ha affermato che se avesse incontrato una sola persona di supporto o un messaggio incoraggiante avrebbe scelto di custodire la vita del figlio nel suo grembo. Muovendo da tale consapevolezza, il 12 ottobre 2008 nascono i Life Runners. Nello stesso anno partecipiamo in 13 corridori alla maratona annuale di Chicago. Il nostro primo raduno si svolge nel 2010 a Sioux Falls nel Dakota del Sud. Nel 2019 prendiamo parte alla maratona di Gerusalemme e nel 2021 il nostro striscione “REMEMBER The Unborn” sventola sulla cima del Kilimangiaro. Nel 2024 siamo andati in pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora di Guadalupe, anche per partecipare alla mezza maratona di Città del Messico.

A oggi i Life Runners sono la più grande squadra prolife al mondo, che conta oltre 25.200 membri, i quali indossano le maglie “REMEMBER The Unborn” come testimonianza pubblica in 3.885 città di 51 nazioni, allo scopo di sensibilizzare ciascuno all’esigenza di custodire la vita sin dal concepimento.

È urgente la testimonianza, anche per contrastare alcune tragiche prassi tristemente in voga negli Usa, quali l’accesso all’aborto chimico addirittura tramite posta o il “turismo” dell’aborto negli Stati più lassisti.

Di qui i Life Runners indossano messaggi salvavita ovunque. Correre è facoltativo, ma pregare è obbligatorio! Sulle nostre t-shirt c’è un’immagine della Trinità e un monito eloquente: “REMEMBER The Unborn”, ovvero “RICORDA il bimbo non nato”. Abbiamo constatato che anche il semplice gesto di indossarle aiuta a prevenire gli aborti e a scalfire la mentalità abortista.

In questo modo, per esempio, i genitori che hanno abortito indossano un messaggio di redenzione per la loro guarigione, soprattutto sul piano spirituale e psicologico. Inoltre raggiungiamo i più giovani raccontando la verità – ossia che la vita di ognuno comincia con il concepimento – prima che il mondo introduca nelle loro menti la menzogna dell’aborto. A oggi oltre 10.000 studenti, dalla scuola materna all’università, indossano frequentemente queste magliette per essere eroicamente prolife. Il nostro motto è: “Tutto in Cristo per la vita!”». 

 

Quali sono le vostre attività principali?

«Principalmente partecipiamo a manifestazioni, gare sportive e maratone in tantissimi Paesi del mondo, non solo negli Usa, con una t-shirt eloquente. Come accennavo poc’anzi, su di essa è rappresentata la Trinità. La croce ci ricorda che siamo tutti in Cristo! La colomba è simbolo dello Spirito Santo che infonde fiducia, guarigione e pace per la nostra missione. Geremia 1,5 rievoca Dio Padre: “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo”. Sul retro c’è il messaggio “RICORDA il bimbo non nato” che portiamo per incoraggiare tutti a scegliere la vita. E ancora, il colore blu della maglietta rappresenta Maria e il suo sì a Dio che ci dona la vita eterna».

 

Sono trascorsi quasi vent’anni dalla vostra nascita. Quali sfide avete affrontato e quali successi vi hanno colpito maggiormente?

«Il mondo considera l’aborto una soluzione, il che è una tremenda menzogna. Al contrario, la soppressione di un innocente nel grembo è il problema più grande di sempre. Basta guardare i numeri per constatare infatti che l’aborto è la principale causa di morte nel mondo. Insomma, mentre il mondo lavora per smembrare i nascituri, Life Runners si adoperano per RICORDARE i bimbi abortiti e la bellezza di ogni vita umana sin dal grembo materno».

 

Dove possiamo trovare i Life Runners in Europa? Vi recherete in Italia?

«Come dicevo, i Life Runners sono presenti in 3.885 città in 51 nazioni, Italia compresa! Siamo organizzati in 381 sezioni con oltre 25.200 compagni di squadra di tutte le età fino a 101 anni. Pertanto siamo presenti in Afghanistan, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Burundi, Canada, Colombia, Repubblica Dominicana, Repubblica Democratica del Congo, Inghilterra, Eritrea, Figi, Gambia, Germania, Ghana, Guatemala, Ungheria, India, Irlanda, Israele, Italia, Giappone, Kenya, Liberia, Messico, Nuova Zelanda, Nigeria, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Perù, Filippine, Polonia, Portogallo, Ruanda, Scozia, Sierra Leone, Singapore, Slovacchia, Corea del Sud, Spagna, Santa Lucia, Svezia, Taiwan, Tanzania, Trinidad/Tobago, Tonga, Turchia, Uganda, Stati Uniti, Vanuatu. Anche Papa Leone è un Life Runner! Indossa una giacca bianca con la scritta “REMEMBER The Unborn” che gli ho regalato il 6 dicembre e un braccialetto al polso con la medesima iscrizione».

 

Articolo già pubblicato sulla Rivista Notizie Pro Vita & Famiglia di aprile 2026

 

 

 

 

 

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