14/07/2020 di Manuela Antonacci

Continua l’opposizione del mondo femminista contro il ddl Zan

“Noi femministe non abbiamo mai detto no a una legge contro l’omotransfobia. Abbiamo sempre detto no al concetto di "identità di genere", chiedendo che venga sostituito con un più chiaro "identità transessuale". Soprattutto non permetteremo che la legge contro l’omo-lesbo-transfobia venga definita una legge anche contro la misoginia. Le donne non hanno mai chiesto una legge contro la misoginia perché credono che la misoginia si combatta con una diversa cultura delle relazioni per la fine del dominio di un sesso sull’altro. Dire che questa è una legge anche contro la misoginia affiancando le parole "sesso e genere" è un trucco maldestro nel quale non cadiamo.”

Se le femministe di “Senonoraquando” sono arrivate a lanciare una petizione simile per chiedere che dal ddl Zan vengano eliminate le espressioni “identità di genere” e “sesso e genere”, allora vuol dire che è davvero lapalissiano l’intento recondito del ddl: un intento strumentale per sostituire il concetto di identità sessuale, fondato su una salda base biologica, con quello di identità di genere, fondato sul nulla! E sono proprio le conseguenze nefaste di questo tipo di operazione ideologica che spaventano le femministe: molti abomini verrebbero legalizzati, in primis la barbara pratica dell’utero in affitto ma anche la possibilità che i transgender partecipino alle gare sportive riservate alle categorie femminili o che utilizzino bagni e spogliatoi riservati alle donne.

Insomma anche le femministe sono convinte che la lotta contro la discriminazione “di genere” sia solo una scusa per affermare ben altro. Per questo, come sottolineano nella petizione, sostengono che il ddl c’entri poco con la lotta alla misoginia, dato che, al contrario, proprio questa legge, andrebbe a creare situazioni sfavorevoli e dannose per la donna. “Le donne sono la maggioranza dell’umanità, non una minoranza da tutelare o una costola del movimento LGBT.A Zan e a tutti i firmatari del Ddl diciamo: basta strumentalizzazioni. Via dalla legge “identità di genere” e “sesso e genere”, chiosano le femministe.

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