02/08/2020 di Francesca Romana Poleggi

Con le norme proposte da Zan & co. arriveremo a questo

The Van Maren Show (https://youtu.be/eN_xrMEyDic) ha recentemente ospitato la testimonianza di Rob Hoogland, un padre divorziato  che sta vivendo un vero e proprio incubo a causa della dittatura omo-transessualista (o dell'ideologia gender, se volete) che spadroneggia anche in Canada.
Sua figlia, adolescente, è stata sottoposta ai  trattamenti ormonali per il “cambiamento” di sesso contro la sua volontà dopo che lo psicologo della scuola media che frequenta la ragazza l’ha convinta che il suo disagio esistenziale era dovuto al fatto di essere nata nel corpo sbagliato. 
Hoogland così racconta che sua figlia ha iniziato ad avere difficoltà con i ragazzi tra la quinta elementare e la prima media, quindi ha cominciato a fare degli incontri con lo psicologo della scuola. In seconda media si è innamorata perdutamente di un insegnante, tanto che le hanno cambiato classe.  Nonostante ciò a sua figlia è stato instillato il dubbio che poteva "essere un maschio" nel corpo sbagliato.
Un giorno la ragazzina si è tagliata i capelli e ha iniziato a indossare un berretto. Ma Hoogland non ci ha fatto troppo caso. Senonché quando è stato pubblicato l'annuario scolastico della seconda media, ha visto che sua figlia vi figurava con un nome da maschio: senza dirgli nulla, la scuola la stava trattando come un ragazzo.  
Con la ex moglie, Hoogland ha portato la ragazzina dal dottor Wallace Wong, uno dei maggiori esperti di transgender, pensando che un esperto avrebbe visto chiaramente che sua figlia non pensava veramente di essere un ragazzo: aveva avuto anche un'altra cotta per un altro insegnante di sesso maschile.
E invece il dottor Wong è noto per aver sempre “affermato” il genere percepito  dai suoi pazienti, quasi il 100% dei quali ha completato la “transizione”. E infatti il dottore ha fatto cominciare gli ormoni alla ragazzina. Quando Hoogland ha sottolineato che si innamorava dei maschi, Wong ha risposto che era un ragazzo gay nel corpo di una ragazza.
Hoogland ha tentato all'ospedale pediatrico della British Columbia: alla prima visita, invece di avviare una valutazione psicologica della figlia hanno cercato di iniziare la terapia con testosterone. Al che, l'uomo si è rifiutato di firmare i moduli di consenso. Dopo poco ha ricevuto una lettera in cui gli comunicavano che non poteva più avere accesso alle cartelle cliniche di sua figlia, né il suo consenso era più necessario.
La cosa è finita in tribunale. L'avvocato della figlia era un attivista Lgbtqia(...). Il giudice ha ordinato a Hoogland di usare pronomi maschili quando parlava di sua figlia e di “affermare” il suo transgenderismo: qualsiasi cosa non tesa a sostenere la "transizione" gli sarebbe costata un’imputazione per violenza domestica. La sera della sentenza Hoogland ha parlato con un giornalista della cosa, ed è è stato riportato in tribunale per aver violato l'ordine restrittivo di non parlarne con nessuno al di fuori del suo avvocato, ed è stato minacciato di arresto (questa minaccia è stata eliminata dal ricorso in appello presentato dal malcapitato).
I giudici hanno comunque decretato che il miglior interesse del minore è quello deciso dai medici che perciò prevalgono sui genitori.
Oggi Hoogland ha fondato un’associazione (http://caenis.org/) per dare sostegno ai genitori che si trovano nella sua stessa situazione e denuncia i danni gravi che l'ideologia diffusa nelle scuole e nella comunità medica sta provocando. Li ha documentati anche  Abigail Schrier, nel suo Irreversible Damage, che - tra l'altro - parla del grave problema della  “disforia di genere ad insorgenza rapida” e dell’impennata del numero di ragazze cui viene diagnosticata (dallo 0,002% al 3% in pochi anni).  I genitori canadesi devono, quindi, combattere su tre fronti per salvare i bambini: bisogna modificare le leggi, avviare e sostenere azioni legali, coinvolgere i media per far passare le notizie. È fiducioso che sarà una battaglia vincente perché ha riscontrato un enorme sostegno e tanta indignazione per ciò che è accaduto a sua figlia.
 
Qui in Italia, sembrerà ai Lettori che siamo ben lontani da queste assurde vicende. Ebbene, la proposta di legge Zan  sull’omotransfobia all’art. 6 prevede che l’Unar e le associazioni Lgbtqia(...) elaborino ogni tre anni una «strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni per motivi legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere» che sarà attuata nell’ambito dell'educazione e istruzione, del lavoro, della sicurezza, della comunicazione e dei media. Strategia che servirà essenzialmente a radicare nel tessuto sociale questa ideologia folle e malsana: a scuola insegneranno ai nostri figli che il sesso biologico non conta, i media saranno costretti all’autocensura su questi temi, i medici saranno indottrinati a dovere. Chi si volesse opporre sarebbe accusato di istigare a commettere atti di discriminazione fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere, come dice l'art.1 del testo unificato in discussione alla Camera, e sarebbe passibile di multa e reclusione.
 
Fonte: la Verità 
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