“Vaffa****o!!!”.
È scioccante iniziare un articolo così e ci scusiamo per questo, ma lo facciamo solo per far immedesimare i nostri lettori in ciò che sta passando - e rischiando - Pro Vita & Famiglia.
L’insulto è infatti ciò che ci è stato scagliato a caratteri cubitali da un’associazione LGBT al gay pride di Roma, lo scorso 20 giugno. Sappiamo chi sono e perché ci attaccano e in questo rientra anche la nostra recentissima campagna contro la “Guida Lgbt” della Società Italiana di Pediatria. Ecco perché.
Il vero problema, infatti, non è l’insulto, ma ciò che c’è dietro e il perché tutto questo accade e riaccade di continuo. Innanzitutto partiamo da quanto successo al Pride di Roma: l’associazione che ci ha attaccato si chiama Gender X, ovvero una delle organizzazioni transgender più estremiste. La loro missione è sdoganare completamente l’ideologia gender e la transizione sessuale, tanto da aver attivato persino un “servizio di ascolto” e di consulenza per minori sulle procedure di cambio di sesso. Svolgono inoltre attività di “sensibilizzazione” anche dentro le scuole.
Ma ci sono altri dettagli, ancora più inquietanti e sconvolgenti, che toccano gli ordini professionali e il mondo sanitario italiano. Emerge infatti un legame fortissimo tra Gender X e il Servizio per l’Adeguamento tra Identità Fisica e Identità Psichica (SAIFIP) dell’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma. Il SAIFIP prende in cura bambini e adolescenti incerti e confusi sulla loro identità sessuale, valuta la loro condizione, diagnostica i loro sintomi e decide se favorire o meno la loro transizione. Dunque cambio del nome, bloccanti puberali, ormoni per sembrare del sesso opposto. Si decide tutto lì. E lì, nell’ambulatorio di un ospedale pubblico che ha il potere di decidere sul “cambio di sesso” di un minore, si condivide l’approccio di Gender X, proprio quella stessa associazione politica trans-estremista che ci ha insultato a caratteri cubitali al gay pride di Roma. Si tratta, a tutti gli effetti, di una commistione ideologica gravissima.
Pro Vita & Famiglia si sta battendo a mani nude contro tutto questo, contro un sistema che sostiene l’esistenza di “bambini trans”. Ma è un sistema più grande di noi. Soprattutto se pensiamo che anche l’Ordine Nazionale degli Psicologi ha aderito al gay pride e che ora, come si accennava, vogliono arruolare i pediatri con l’ormai famosa - ahinoi - “Guida Lgbt” della SIP.
Oggi, però, è possibile avere un ruolo per fermarli. In particolare con quattro azioni urgenti per chiedere il ritiro della Guida Gender promossa dalla Società Italiana di Pediatria, ovvero:
1) Produrre una contro-guida scientifica che aiuti genitori e nonni a opporsi ai contenuti ideologici della guida promossa dalla Società Italiana di Pediatria;
2) Diffondere video e altri contenuti mirati per i social per informare milioni di cittadini ignari sui pericoli che corrono i nostri figli e nipoti;
3) Organizzare una protesta fisica di fronte alla sede nazionale della Società Italiana di Pediatria per chiedere il ritiro immediato della Guida Gender;
4) Sollecitare un’interrogazione parlamentare urgente al Ministro della Salute sulla conformità della Guida Gender ai parametri legali di scientificità.
Ci hanno detto “vaffa****o” perché ci temono, ecco perché vi chiediamo di aiutarci a rispondergli, quindi donando per aiutarci a realizzare queste quattro azioni concrete contro la Guida Gender dei pediatri italiani e denunciare il sistema corrotto che vuole normalizzare la transizione sessuale dei bambini.
In particolare è urgente riuscire a organizzare in questa stessa settimana il prima possibile il presidio di protesta di fronte alla sede nazionale della Società Italiana di Pediatria. Le prime donazioni, dunque, ci aiuteranno a realizzare e stampare i cartelli del presidio e dare risonanza mediatica con l’ufficio stampa e i social.
Ed è possibile donare anche con bonifico istantaneo.
Causale: Stop guida gender
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IBAN: IT65 H030 6905 2451 0000 0000 348
Dopodiché sarà di particolare importanza l’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute Orazio Schillaci. Innanzitutto, perché la legge prevede che le linee guida delle società scientifiche seguano un iter di validazione preciso e vincolato. E non ci risulta affatto che la Guida Gender dei pediatri l’abbia seguito (anche perché è anti-scientifica). Poi perché la Guida Gender sarà al centro del Congresso dell’Associazione Culturale Pediatri, a novembre, presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e ci risulta che l’ISS abbia addirittura dato il suo patrocinio. Una follia totale.
Ecco perché pretendiamo di sapere: la Guida Gender dei pediatri è stata sottoposta alla validazione scientifica prevista dalla legge? L’Istituto Superiore di Sanità sponsorizza un documento politico e ideologico? Domande che meritano una risposta. Una risposta che non arriverà se non saremo noi a provocarla con la forza e la determinazione di questa campagna. Una campagna che, però, da sola, non avrà la forza sufficiente per sortire effetto. Per questo serve il vostro aiuto.
Non possiamo lasciare che i medici che curano i nostri figli e nipoti si trasformino in militanti LGBT: donando è possibile contribuire alla campagna con cui stiamo portando alla luce i legami inquietanti tra la Lobby LGBT e le associazioni di pediatria in Italia! Uno scandalo!
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