16/04/2016

Colombia: imposto il matrimonio gay contro il popolo

Il popolo colombiano è contrario al cosiddetto matrimonio gay ed ancor di più alla possibilità che le coppie omosessuali possano adottare figli. In 2 milioni hanno firmato per ribadire il diritto sacrosanto dei bambini ad avere un papà ed una mamma.

Tuttavia il comune sentire dei cittadini non interessa alle alte istituzioni, democratiche solo a parole e solo con chi a loro piace.

E così lo scorso 7 aprile, la Corte Costituzionale della Colombia ha legittimato le pseudo-nozze gay.

Come commenta su Actuall Jesús Magaña, della Plataforma Ciudadana Unidos por la Vida, con questa decisione la Suprema Corte, che in teoria esiste per difendere la Costituzione approvata dai colombiani nel 1991, ha violato la Carta fondamentale dello Stato.

Infatti l’articolo 42 della Costituzione afferma molto chiaramente che il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna. La maggioranza dei giudici della Corte, però, ha ignorato tale disposto e lo ha di fatto cambiato, pur senza averne l’autorità. In pratica il supremo potere giudiziario ha abusato del proprio potere sconfinando nel campo legislativo.

Una storia già vista, come quando la Corte, dieci anni fa, permise l’introduzione dell’aborto in contrasto col dettato dell’art. 11 Cost., nel quale si dichiara l’inviolabilità della vita umana. Stesso discorso vale per quanto accaduto alcuni mesi fa, quando i giudici hanno ammesso il diritto per le copie omosessuali di adottare figli. In tal modo, l’istituzione preposta al rispetto delle leggi e che dovrebbe essere esempio massimo di imparzialità, si trasforma in un vero e proprio organo politico, che scavalca il Parlamento. Colombia_adozioni-gay_matrimonio-gay

Quali saranno le conseguenze (catastrofiche) di questa sentenza? Per Magaña non vi sono dubbi.

1. La distruzione del matrimonio e della famiglia, ridotti a semplici relazioni affettive, di qualunque tipo esse siano.

2. Un cambiamento radicale nell’educazione dei bambini e dei giovani, ai quali si insegnerà che l’omosessualità è solo uno dei tanti orientamenti sessuali possibili.

3. La persecuzione di chiunque dissenta dall’ideologia Lgbt. Non solo attraverso l’accusa verbale di omofobia, intolleranza e discriminazione delle minoranze, ma anche con sanzioni penali. Non a caso infatti il Governo colombiano sta predisponendo una struttura inter-ministeriale con lo scopo di vigilare affinché la comunità Lgbt venga... rispettata.

Chiaramente, l’intento ideologico di fondo è di farla finita con la Colombia cattolica, legata al diritto naturale. A finanziare questa rivoluzione antropologica e culturale vi sono organizzazioni internazionali, legate al grande capitale, quali  la Fondazione Ford.

Tuttavia, il buon popolo colombiano, ovvero la maggioranza del Paese, reagisce e sta tentando la strada del referendum e l’intervento a livello legislativo per difendere il dettato della Costituzione.

La guerra è solo all’inizio. Certo, sembra la lotta di Davide contro Golia. Ma sappiamo alla fine chi ha vinto.

Federico Catani

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