14/01/2014

In città: Legge su omofobia. La denuncia delle famiglie: libertà a rischio

Il fronte delle associazioni mette in guardia dal rischio, per i cattolici, «portatori di una visione di famiglia basata sulla differenza sessuale e l’apertura alla vita, di venire costretti a commettere reati di opinione»

«È una manifestazione importante, perché mette a tema l’esistenza di un popolo di famiglie che è molto attento al valore della famiglia e della sua identità». Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari, spiega così al Sir la decisione di partecipare – a titolo personale – alla manifestazione organizzata sabato a piazza Santi Apostoli dalla sezione italiana di “La Manif pour tous”, per protestare contro il ddl Scalfarotto sull’omofobia e la transfobia, in discussione al Senato dopo il vaglio della Camera.

«Vorrei che si mostrasse alla politica che esiste un popolo di uomini e di donne, che soprattutto in difesa dei loro figli, non sono obbedienti alla cultura che vuole diventare egemone», ha affermato Jacopo Coghe, presidente della sezione italiana di “La Manif pour tous”, parlando dell’iniziativa alla quale hanno aderito l’Associazione Arké, l’Associazione Giuristi per la vita, l’Associazione nazionale famiglie numerose, l’Associazione culturale identità europea, il Comitato della famiglia, il Comitato “Sì alla famiglia” di Torino, Europei per la Manif, il Gruppo Lot, il Movimento per la vita, il Movimento europeo per la difesa della vita, le Sentinelle in piedi e Notizie pro vita. Oltre a quelli di Belletti e di Invernizzi, ci sono stati, tra gli altri, gli interventi di Guido Guastalla, della Comunità ebraica di Livorno; Luca Volontè, direttore generale della Fondazione Novae Terrae; Jean-PierDelaume-Myard, portavoce di Homovox; Gianfranco Amato, dell’Associazione Giuristi per la vita.

Il ddl Scalfarotto, spiega al Sir Pietro Invernizzi, portavoce di Sentinelle in piedi, «è potenzialmente liberticida», oltre che «inutile», visto che «gli strumenti per tutelare le persone omosessuali e transessuali da insulti, minacce e violenze sono già presenti nell’attuale ordinamento giuridico». L’obiettivo vero del ddl, per Invernizzi, è «vietare il discorso omosessuale, in modo pericoloso perché s’introduce il reato di omofobia senza definirne la fattispecie. Spetterà al singolo giudice, dunque, stabilire se ogni affermazione sia da considerare omofoba perché discriminatoria, oppure una libera espressione di un pensiero formulato in modo lecito». Quella mobilitata dalla sezione italiana di “La Manif pour tous”, secondo Belletti, «è una realtà che occupa le piazze e che offre la famiglia come bene pubblico e tesoro troppo prezioso per essere lasciato all’autodefinizione di piccoli gruppi che non godono di una rappresentazione condivisa».

Famiglia, quindi, «non come fatto privato, ma come realtà di cui va valorizzato il ruolo pubblico»: anche scendendo in piazza, «in grande sintonia con tutte le famiglie e le associazioni che rivendicano una cittadinanza pubblica per la famiglia». Belletti denuncia l’impostazione «ideologica e potenzialmente liberticida» del ddl Scalfarotto, in quanto comporta «il grande rischio che il mondo cattolico, portatore di una visione di famiglia basata sulla differenza sessuale, l’apertura alla vita e il matrimonio tra uomo e donna – valori presenti anche nella nostra Carta Costituzionale – venga costretto a commettere reati di opinione», magari solo per «affermazioni come quella per cui il bambino ha diritto a crescere con un padre e una madre, che per noi cattolici hanno un valore naturale». «La legittima difesa dei diritti delle persone omosessuali, peraltro già garantita dall’attuale ordinamento giuridico, grazie all’azione di piccoli gruppi che sono riusciti ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e ad avere protezioni amministrative sta diventando intolleranza verso tutte le persone che la pensano diversamente», il grido d’allarme del presidente del Forum.

Manifestazioni come quella di sabato sono «l’espressione di una sana laicità, in cui il cittadino italiano esprime i valori che ritiene fondamentali per la propria coscienza e determinanti per la vita della società». È quanto ha dichiarato monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mettendo in guardia dal rischio di «una discriminazione nei confronti di coloro che non aderiscono a una visione omosessuale dei rapporti», stabilendo «una sorta di delitto d’opinione che non è mai segno di un’autentica democrazia». La sana laicità può consistere anche nel «far rumore» in silenzio: è la scelta di Sentinelle in piedi, l’associazione nata in Italia a causa del ddl sulla scorta del modello francese di protesta contro la legge Toubira.

La modalità di espressione della protesta è la veglia in piazza a cui ciascuno partecipa in silenzio, leggendo un libro e guardando tutti nella stessa direzione. Il silenzio, spiega Invernizzi, «perché può parlare più di tante parole»; il libro, «simbolo della formazione permanente»; lo sguardo nella stessa direzione, «emblema di unità, della voglia di guardare uniti verso un comune futuro, nella speranza che sia un futuro di libertà».

Fonte: Roma Sette

banner loscriptorium

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Info