28/01/2013

Cinque donne concepite dopo uno stupro: “non siamo un errore”

Il candidato al senato americano Richard Mourdock di recente è stato pesantemente attaccato dai media dopo essersi detto contrario all’aborto in caso di stupro. Ma cinque donne, tutte concepite in seguito a uno stupro, si sono fatte avanti per difenderlo, definendolo un “eroe” per aver rischiato le conseguenze politiche della sua scelta pur di difenderle.

Mourdock aveva affermato che l’unico caso che lui ammetteva per l’aborto era quello in cui fosse in gioco la vita della madre, aggiungendo anche che era giunto a considerare che se la vita nasceva perfino in seguito a uno stupro, quello era qualcosa che Dio aveva voluto accadesse. Le parole di Mourdock sono state però distorte dai media per far sembrare che lui intendesse dire che Dio aveva voluto che accadesse lo stupro, mentre il candidato al senato ha sempre cercato di chiarire strenuamente il suo pensiero, ovvero semplicemente che Dio è il creatore di ogni vita.

Una prima donna ha spiegato che sua madre fu violentata quando aveva 19 anni e lei venne concepita, quando nacque fu data in adozione. All’età di 28 anni riuscì a rintracciare la madre naturale e racconta: “Non dimenticherò mai il momento in cui ha visto i suoi nipoti, i miei quattro bambini, per la prima volta. Era emozionata e piangeva, ma si è girata verso di me e ha detto: “Ne valeva la pena.””. Monica è un’altra di queste donne, la cui madre fu violentata brutalmente a 17 anni, ma all’epoca l’aborto era illegale e così fu protetta. A 23 anni la madre di Monica scoprì di avere un cancro e di non poter più avere bambini. “Siamo sempre stati felici di esserci l’uno per l’altra. Voglio ringraziare personalmente Mourdock per essersi alzato a difendere la mia vita e a ricordarci che Dio ha un progetto per ciascuno di noi.”

Rebecca Kiessling, attivista pro-life, racconta di come sua madre rimasta incinta dopo essere stata stuprata, tentò due volte di abortire illegalmente, ma senza successo. “Se fosse stato legale mi avrebbe abortito.” ha detto Rebecca che prima di concludere ha aggiunto: “Ringrazio Richard Mourdock per aver riconosciuto che lo stupratore non è il mio creatore e che io non sono il frutto di uno stupro, ma una figlia di Dio”.

di Davide Galati

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