06/11/2019

Christopher Dummit, il “pentito” dell’ideologia gender: «Mi ero inventato tutto»

I primi teorici del gender iniziano a gettare la spugna: è un’ideologia artificiosa e senza alcun fondamento scientifico. Uno dei primi “rinnegati” è il professor Christopher Dummitt, docente di storia canadese alla Trent University di Peterborough (Ontario). Il suo saggio The Mainly Modern: Masculinity in Postwar Canada era diventato un manifesto della cultura gender in Canada, un ordigno culturale tra i tanti per sventrare gli stereotipi di genere.

Qualche settimana fa, è arrivato il “mea culpa”: in un lungo articolo pubblicato su Quilette, Dummitt ammette che le posizioni dei suoi oppositori negli anni ’90 erano fondate e che «ci sono davvero due sessi (maschio e femmina), come i biologi hanno sempre affermato sin dagli albori della scienza», mentre «gli ultraprogressisti affermeranno che stai negando l’identità di una persona transgender, ovvero stai desiderando un danno ontologico su un altro essere umano». Oggi, osserva il professore canadese, quelle idee «sono ovunque: nei dibattiti sui diritti dei transessuali e sulla politica da adottare in merito ai trans nello sport». Non solo: affermare che «il sesso è una realtà biologica equivale a un hate speech».

La posizione dei teorici del gender, oggi rinnegata da Dummitt, secondo lo stesso studioso canadese, è confutabile «sulla base dei loro stessi argomenti». Ad essere più precisi, Dummitt aveva fatto delle affermazioni solo «in parte corrette». Tutto il resto, ammette “praticamente l’ho inventato». «Non avevo prove per parte di ciò che dicevo – prosegue lo storico –. Quindi mi sono attaccato alle discussioni con fervore e ho denunciato i punti di vista alternativi». Dummit aveva inizialmente definito il gender come «un insieme di concetti e relazioni storicamente mutevoli che dà significato alle differenze tra uomini e donne». Aveva quindi aggiunto che «non ci sono fondamenti non storici della differenza sessuale radicati nella biologia o altre solide basi che esistono prima di essere comprese culturalmente». Se qualcuno osava negare che «il sesso e il genere fossero variabili, se insinuava che c’era qualcosa di intramontabile o biologico nel sesso e nel gender, allora stava effettivamente cercando di giustificare il potere. E quindi legittimare le oppressioni».

Ammettendo che la sua ricerca «non ha dimostrato nulla» e che nella teoria gender c’è molta ideologia e pochissima scienza, Dummitt, infine, denuncia: «Il mio ragionamento rozzo e altre opere accademiche che sfruttano lo stesso pensiero errato sono ora ripresi da attivisti e governi per imporre un nuovo codice di condotta morale”.

 

di Luca Marcolivio

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