10/02/2020

Chi è il nuovo commissario europeo all’uguaglianza… pro Lgbt

Un’Europa sempre più Lgbt. È quello che probabilmente ci aspetta nei prossimi anni, almeno a giudicare da chi è Helena Dalli, colei che è stata scelta lo scorso anno da Ursula von der Leyen per far parte della sua squadra come Commissario europeo all'Uguaglianza. Benché non molto nota in Italia, infatti, la Dalli sembra esser una politica che ha fatto della causa arcobaleno la propria. Classe 1962, docente all’Università di Malta, la Dalli nasce come esponente del Partito laburista. Prima di far carriera in Europa, durante la legislatura 2013-2017 è stata nominata Ministra del dialogo sociale, degli affari dei consumatori e delle libertà civili. Un dicastero, quest’ultimo, il cui nome dice già molto, a ben vedere, della figura di cui si sta parlando.

In effetti, la Dalli si è distinta per iniziative politiche che non lasciano spazio a dubbi: ha presentato al Parlamento un disegno di legge per introdurre il «matrimonio egualitario» - ossia il matrimonio omosessuale - e si è attivata per rendere il suo Paese quello che offre la miglior protezione legale e uguaglianza per le persone LGBTIQ in Europa. Un impegno, questo, portato avanti dalla Dalli con grande determinazione se si pensa che la piccola Malta ha mantenuto il primo posto dell'indice dei paesi ILGA-Europa per quattro anni consecutivi.

Sempre sotto la spinta della oggi Commissario europeo, il governo maltese ha introdotto diverse leggi e politiche decisamente gradite al mondo Lgbt; tra tutte, possiamo qui ricordare una legge sulle unioni civili e l'ampliamento delle protezioni antidiscriminazione nella costituzione maltese per coprire i motivi dell'identità di genere e orientamento sessuale.

Tutto questo per dire che Helena Dalli non è una politica genericamente favorevole all’agenda arcobaleno, ma una vera e propria madrina Lgbt che nulla, anzi, fa per nasconderlo. Lo prova, per stare alle cronache più recenti, il tweet con cui in questi giorni ha annunciato – da Commissario europeo all'Uguaglianza – di essere in prima linea per «lo sviluppo e l'attuazione della prossima strategia per l'uguaglianza LGBTI».

Chi ha a cuore i valori delle vita e della famiglia può insomma star sicuro che dall’Europa non verrà granché di buono. D’altra parte, la stessa Ursula von der Leyen è notoriamente una figura pro Lgbt. Anche se alcuni minimizzano, infatti, la von der Leyen a suo tempo si distinse per le posizioni progressiste in materia di adozione per le coppie omosessuali, diffondendo la teoria del gender e - da Ministro degli Affari Sociali, delle Donne, della Famiglia e della Salute della Bassa Sassonia – sponsorizzando il cosiddetto “gender mainstreaming”,

Quindi non sorprende che costei si sia tirata in casa, pardon in Commissione una come Helena Dalli. Tutto torna, insomma. Ne consegue la necessità, per il popolo pro family, di tener alta la guardia dal momento che è quanto mai probabile che dalla Commissione europea, nei prossimi tempi, verranno indicazioni e prese di posizione quanto mai lontane da quanti abbiano una visione delle cose incardinata nel diritto naturale. E tutto verrà fatto, c’è da immaginare, sempre all’insegna di «diritti civili», «antidiscriminazione» «progresso» e «uguaglianza»; le classiche parole magiche della cultura dominante per avanti le proprie idee distruttive facendole passare, grazie al supporto dei media, come battaglie di civiltà.

 

di Giuliano Guzzo

 

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