21/08/2017

Charlie non era un bambino, perciò non aveva diritti

Un amico blogger milanese, a proposito della vicenza di Charlie Gard, ci segnala la presa di posizione degli “Amici della Casa dei Diritti”, l’ associazione che gestisce la Casa dei Diritti del Comune di Milano, che  è l’ Ente dell’ assessore Majorino che detta le linee guida per la tutela dei diritti dei cittadini di Milano.

Costoro hanno sostenuto apertamente non solo il diritto, ma addirittura il “dovere morale” di staccare la spina a Charlie.  E hanno trovato un escamotage per evitare di dover ammettere che in casa loro Charlie non aveva diritti, primo fra tutti il diritto alla vita.

Non potendo negare che Charlie fosse vivo prima che morisse, hanno negato che fosse un essere umano. Scrivono infatti nel loro post: «Per parafrasare Primo Levi potremmo chiederci “se questo è un bambino”».

Bel trucco, no? Se Charlie non era un essere umano, allora non si può più parlare di omicidio. Anzi, magari si può far passare l’ operazione come un atto meritorio, come quando si uccide un topo e uno scarafaggio, o un parassita che occupa abusivamente un letto di ospedale e un respiratore artificiale.

Ma la frase che vi abbiamo riportato e che mette in discussione la stessa personalità di Charlie è contenuta in una frase ancora più inquietante. Eccola: «Quando l’ideologia si spinge a voler formulare prese di posizione così nette sulla vita e sulla morte occorre fare un passo indietro, o meglio volgere lo sguardo dall’ideale al reale...»

Difendere la vita sarebbe “ideologia”? Le prese di posizione “nette” sulla vita e sulla morte devono essere abbandonate? Sarebbero meglio quelle “lasche”, dove si lascia alla discrezionalità di qualcuno di decidere quando una vita è tale e vale la pena di essere vissuta e quando no?

Sarebbero queste le posizioni “progressiste” oggi? Quelle che ci fanno “tornare indietro”? Quelle che vorrebbero sradicare i paletti che con tanta fatica e sofferenza erano stati piantati dalla generazioni precedenti a seguito dell’ esperienza di dittature, olocausti e sangue di milioni di persone, e per evitare che questo si ripetesse nel futuro?

E cosa intendono per “reale”? La verità reale è che Charlie era un bambino vivo e malato, cui alla fine è stata abbreviata la vita (per non parlare delle cure negate e del diritto dei genitori di portarlo via dal Gosh).

Purtroppo le affermazioni che vi abbiamo riportato non sono le uniche “inquietanti” nel post degli amici della casa dei diritti di Milano, che è anzi un campionario di stupidaggini e di offese al buon senso e ai più elementari principi etici. Oltreché un insopportabile insieme di bugie e omissioni sulla realtà dei fatti della vicenda Charlie.

Per leggere più nel dettaglio qualche esempio delle “perle di saggezza” degli Amici della Casa dei Diritti, cliccate qua.

In questa sede segnaliamo solo questa: «...I cattolici non credono alla vita dopo la morte? Non esiste un aldilà a cui i bambini dovrebbero avere un accesso privilegiato? Il senso della vita è sopravvivere a tutti i costi? Oppure il senso è nell’amore che una persona può far nascere e nello stimolo che può darci a migliorare, pur in circostanze inspiegabili?...».

Secondo quelli della Casa dei Diritti chi ammazza una persona, in fondo, non fa un gran male; anzi fa bene perché spedisce la persona al Creatore e fra gli angioletti, dove sta meglio di prima. Chi afferma queste scempiaggini, appellandosi alla religione cattolica, di solito non è cattolico e nemmeno religioso, e tantomeno crede nella vita eterna. Se fosse cattolico  saprebbe benissimo che, benché esista una vita nell’Aldilà, anzi proprio per questo, la vita terrena ha una importanza e un valore infinito. Un cattolico sa che la vita non gli appartiene: è un dono di Dio che abbiamo il dovere di custodire. Ogni minuto di vita – anche la più piccola e “inutile” ha un senso che a volte non ci è dato comprendere. Un cattolico si fida di Dio e sa che comunque rientra in un misterioso progetto d’Amore. E’ proprio perché  «il senso è nell’amore che una persona può far nascere e nello stimolo che può darci a migliorare, pur in circostanze inspiegabili», che la vita è sacra. E sono queste parole (loro) che spiegano perché la vita dovrebbe essere sacra anche per gli atei: perché “il senso è nell’amore”.

Una nota finale. La associazione degli “Amici della Casa dei Diritti”  considera certi diritti sì e altri no: sono abortisti convinti, sostenitori della legge 194 (però contrari al diritto all’obiezione di coscienza, che pure è previsto dalla legge). Ovvio: se Charlie non era un bambino, figuriamoci i bambini prima della nascita e gli embrioni...

Angelo Mandelli

 


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