18/09/2020 di Manuela Antonacci

Casalgrande, striscione “no gender” davanti ad una scuola

Uno striscione con la scritta “No gender nelle scuole”, è stato esposto durante la notte sul cancello d’ingresso della scuola secondaria di primo grado di Casalgrande, in via Gramsci ma è stato prontamente rimosso poco prima dell’ingresso degli studenti.

Non ha tardato a farsi sentire Andrea Rossi, parlamentare del PD ed ex sindaco di Casalgrande che sulla sua pagina facebook ha tuonato: “Un gesto vile, contro la scuola e la società plurale. Ancora paura, ancora intolleranza e non conoscenza delle questioni. Spero che tale gesto trovi una condanna unanime a partire dall’Amministrazione Comunale, istituzioni e forze politiche, anche perché, lo ricordo, recentemente una ragazza è stata uccisa perché era innamorata di un ragazzo transgender. E’ questa l’Italia che vogliamo?”

Lo stesso messaggio è apparso anche nelle scuole di Arceto e Cadelboso Sopra, il primo giorno di lezioni. Si è parlato di scritte “nostalgico-fasciste” riguardo gli striscioni, eppure questo commento ci sembra piuttosto grossolano.

Il contrasto dell’ideologia gender nelle scuole, infatti, ha visto la discesa in campo prima di tutto dei genitori. Possiamo dire con cognizione di causa, anche in base alla partecipazione di massa principalmente delle famiglie, ai Family Day, che si tratta di una questione che tocca soprattutto i genitori e nel vivo pure. La rivolta generale delle famiglie contro i corsi gender che, in base a non ben definiti principi di tolleranza e pluralità, vorrebbero i ragazzi e i bambini predisposti ad accogliere una concezione “neutra” della sessualità, è motivata proprio dal deliberato indottrinamento a cui si cerca di ragazzi e che riduce, fino, in alcuni casi ad annullarlo proprio, il diritto alla priorità educativa dei genitori. Se poi si utilizzano fatti di cronaca, come la tragedia avvenuta ultimamente ad Acerra per imporre una visione non scientifica dell’identità sessuale allora non ci si può meravigliare del fatto che già ad inizio anno, si mettano le mani avanti per tutelare la propria libertà di opinione e di coscienza, tanto più se si pensa che alle porte c’è l’approvazione del ddl Zan con tutto il carico di conseguenze nefaste che ne deriverebbe per la libertà di espressione.

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Info