12/09/2019

Cardinal Bassetti: «Non esiste diritto alla morte. Tutelare vita e obiezione di coscienza».

Il «rispetto della vita è un principio inderogabile», ecco perché bisogna «rivedere la legge sul testamento biologico» e tutelare sempre la vita, mai il diritto a morire che non esiste.

Con queste parole il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha ribadito la posizione della Chiesa a pochi giorni dal pronunciamento della Corte Costituzionale sul articolo 580 del Codice penale che regolamenta e punisce chi istiga o aiuta una persona al suicidio e che ha dato – per il prossimo 24 settembre – un ultimatum al Parlamento proprio per legiferare sui temi del fine vita.

Il cardinale è intervenuto nel corso dell’evento pubblico dal tema "Eutanasia e suicidio assistito. Quale dignità della morte e del morire?", organizzato dal tavolo “Famiglie e Vita” presso la Cei, con la partecipazione di numerose associazioni pro life. Secondo il presidente dei vescovi italiani «L'approvazione del suicidio assistito nel nostro Paese aprirebbe un'autentica voragine dal punto di vista legislativo, ponendosi in contrasto con la stessa Costituzione italiana».

Bassetti ha inoltre sottolineato come sia «drammatico che la condizione di chi è meno autonomo sia percepita come una zavorra per la famiglia, per la società e per la comunità dei forti. La volontà di togliersi la vita, anche se attraversata dalla sofferenza e dalla malattia, rivela una mentalità diffusa che porta a percepire chi soffre come un peso. Il malato diventa un peso per la famiglia, le cui maglie si allargano e il cui abbraccio nel nostro contesto sociale diventa fatalmente meno capace di sostenere chi è più debole. Il malato» ha spiegato Bassetti «sperimenta poi di essere un peso perché l'assistenza assume un volto sempre meno umano e sociale». Per questi motivi, secondo il porporato «va negato che esista un diritto a darsi la morte: vivere è un dovere, anche per chi è malato e sofferente».

«L’introduzione dell’eutanasia» ha affermato il cardinale nel corso del suo intervento (CLICCA QUI per leggerlo integralmente) «aprirebbe anche ad altri scenari: indurrebbe a selezionare, mediante la formulazione di appositi parametri sanciti dallo Stato, chi debba essere ancora curato e chi non ne abbia il diritto. Il caso di Charlie, il piccolo britannico al quale è stata negata, contro il parere dei genitori, l’opportunità delle cure, rappresenta in tal senso un caso emblematico». Secondo Bassetti, inoltre, la società attuale «già seleziona e stabilisce chi tra gli esseri umani sia anche persona e porti o meno il diritto di nascere e di vivere».

 

di Salvatore Tropea

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