25/09/2025

Elezioni Toscana 2025. Intervista al candidato Simoni (Lega)

Massimiliano Simoni, classe 1967, imprenditore, è candidato alle elezioni regionali in Toscana, per la Lega, nella circoscrizione di Lucca. Già consigliere e assessore comunale e consigliere provinciale, è presidente della Fondazione Versiliana e presidente della Fondazione Festival Pucciniano.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Il mio impegno politico inizia all'età di 14 anni e arriva ai giorni nostri. Credo in un'Italia fondata sui principi mazziniani Dio, Patria e Famiglia e questo vale per tutti gli aspetti della mia vita, privata e lavorativa».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico e in alcuni casi alcune Regioni – come di fatto la sua Toscana - hanno liberalizzato la pillola abortiva RU486, rendendola dunque accessibile anche al di fuori degli ospedali. Quali strumenti ha a disposizione la Regione e quali proposte concrete sosterrà per agevolare le natalità anche garantendo alternative all’aborto? A tal proposito, pensa di replicare il buon esempio della Regione Piemonte che ha dato vita all’efficace Fondo “Vita Nascente”?

«Il mio impegno passato e futuro è sempre stato improntato alla difesa della vita e del ruolo che hanno e devono svolgere i genitori contro ogni deriva gender e woke».

La Toscana è stata, purtroppo, la prima – e finora l’unica – a legiferare sul suicidio medicalmente assistito. Pensa sia un tema di competenza regionale? Se eletto, si impegna ad abrogare tale legge, bloccare simili fughe in avanti e ad aumentare i fondi a disposizione delle cure palliative,  degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Una volta eletto il mio impegno sarà massimo per abrogare la legge sul fine vita, bloccando simili fughe in avanti e a aumentando i fondi a disposizione delle cure palliative, degli Hospice e dell'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio Regionale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«I giovani, in particolare, hanno bisogno del nucleo familiare: padre, madre, nonni, per un sano sviluppo e per una memoria storica che preservi le nostre radici e la nostra identità. Mio massimo impegno sarà quello di garantire un reale welfare che aiuti donne e uomini che decidano di restare a casa per assistere i più fragili».

Spesso le associazioni LGBT o “trans-femministe” si fanno promotori – a volte anche con patrocini e finanziamenti pubblici – di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere per minori. E proprio su questo ultimo punto la Toscana ha vissuto l’inchiesta ministeriale che ha coinvolto l’Ospedale Careggi, che si occupa di disforia di genere. Che ne pensa? È pronto/a a difendere la libertà educativa dei genitori, a contrastare ogni tipo di propaganda Lgbtqia+? E’ pronto a contrastare – come stanno già facendo alcuni Paesi del Nord Europa – il cosiddetto “approccio affermativo” per scongiurare qualsiasi possibile futura deriva sul tema della transizione di genere?

«Trovo tutta la filosofia LGBT, compresa ovviamente la transizione di genere, aberrante e mi batterò sempre per difendere e garantire la libertà educativa dei genitori».

 

 

 

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