19/07/2019

Camilleri: addio allo scrittore ma non dimentichiamoci quali sono le sue opinioni…

Mentre continua il de profundis dei media mainstream su Andrea Camilleri, risulta impossibile, per la sensibilità pro life della nostra testata, non rilevare alcune affermazioni assai controverse dell’illustre scrittore siciliano. In molti hanno ricordato le dichiarazioni choc rese da Camilleri durante una puntata di Che tempo che fa, su Raiuno, nel novembre 2014.

Alla domanda di Fabio Fazio sul suo rapporto con l’altro sesso, sbalorditivamente lo scrittore affermò: «A due anni le donne raggiungono il massimo della loro bellezza e della loro capacità seduttiva. È una seduzione straordinaria per la loro potenza e nello stesso tempo come innocenza. Perderanno il resto della loro vita per ritrovare quel momento».

Parole sconvolgenti e incomprensibili che, oltretutto, non furono oggetto di nessuna interrogazione parlamentare, né di alcuna denuncia privata, venendo avallate senza censure dalla Tv pubblica. Numerose e virulente furono, al contrario, le proteste sui social, in cui non mancarono esplicite accuse di pedofilia per Camilleri. Pro Vita & Famiglia fu tra le poche testate che riportò in modo critico le dichiarazioni dello scrittore.

Se anche non avesse esternato tale inquietante pensiero, Camilleri sarebbe come minimo passato alla storia per le sue posizioni ultraliberal su tutti i temi etici. Nel 2005 espresse il suo “sì” per tutti i quesiti referendari riguardanti la legge sulla fecondazione assistita, mentre, più di recente, disse la sua anche sul fine vita: «Vorrei l’eutanasia, quando sarà il momento. La morte non mi fa paura. Ma dopo non c’è niente. E niente di me resterà: sarò dimenticato, come sono stati dimenticati scrittori molto più grandi».

Non sappiamo se Andrea Camilleri finirà nel dimenticatoio dopo la sua morte o, al contrario, i suoi libri rimarranno un cult ancora per molti anni. Di sicuro la sua vicenda umana e intellettuale ci dà la conferma di come, molto spesso, dietro a penne talentuose (il suo stile di scrittura, con l’originale mescolanza di lingua italiana ed espressioni vernacolari sicule, oggettivamente, era unico nel suo genere), si nasconde il tormento e la solitudine degli intellettuali che, in tanti casi, possono sfociare in concezioni profondamente nichiliste.

Addio allo scrittore, dunque, ma non dimentichiamo la sua distanza siderale tra il suo pensiero e le istanze pro life e pro family.

Luca Marcolivio

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