06/07/2015

Buona scuola: tre punti su cui fare chiarezza

Una lettrice ci scrive per chiarire alcuni punti importanti del ddl Buona scuola . In particolare tre punti che anche i politici dovrebbero tenere ben presenti quando si apprestano a votare provvedimenti del genere in aula. Pubblichiamo le sue considerazioni ...

1. Consenso informato dei genitori per attività extracurricolari. Da quanto scritto sui giornali: articoli, interviste, lettere ai Direttori e da quanto pubblicato in diversi siti on line, da quanto poi comunicato verbalmente nel corso di incontri e manifestazioni, risulta evidente che nelle teste di molti non è affatto chiaro cosa si vorrebbe prevedere per legge.

Relativamente alla possibilità dell’introduzione di tematiche sensibili nella scuola, si continua a parlare di “attività extracurricolari”. Riportiamo quanto scritto nell’art.16 del ddl Buona scuola: “Il piano triennale dell’offerta formativa, assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità di sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di sensibilizzare gli studenti, i docenti, e i genitori sulle tematiche indicate dall’art. 5 comma 2 del decreto-legge 14 agosto 2013, n.93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n.119?.

Leggiamo allora l’art.5. 2 della legge 119, in particolare alla lettera c), evidenziando le parole, assolutamente esplicite, che, non si riesce a capire come possano essere sfuggite a tanti: c) promuovere “un’adeguata formazione del personale della scuola” alla relazione e contro “la violenza e la discriminazione di genere” e promuovere, nell’ambito di indicazioni nazionali per il “curricolo” della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, delle indicazioni nazionali per i licei e delle linee guida per gli istituti tecnici e professionali, nella programmazione didattica “curricolare” ed extracurricolare delle scuole di ogni ordine e grado, “la sensibilizzazione, l’informazione e la formazione degli studenti” al fine di prevenire la “violenza” nei confronti delle donne e la “discriminazione di genere”, anche attraverso “un’adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo”.

BludentalQuesta attenta lettura dovrebbe far crollare il punto di forza del potere: alimentare l’equivoco facendo riferimento sempre ad attività extracurricolari, così il popolo si quieta con la promessa bugiarda del consenso informato dei genitori! E’ utile notare come quest’articolo sia stato, si può dire, “buttato lì” nel 2013, subdolamente ed astutamente (ponendo le premesse per leggi future!), in una legge nota come “legge sul femminicidio”, votata in modo compatto dal Parlamento da destra e sinistra.

Non ci si deve quindi far ancora abbindolare direttamente dalla Giannini, né dal NCD che si giustifica: “Abbiamo dato la fiducia ma perché il Ministro ci ha garantito che si dovrà richiedere il consenso informato per qualsiasi attività extracurricolare” (tenendo anche presente che Alfano è tra i firmatari della legge 119).

Prestiamo ancora attenzione: si parla di indicazioni nazionali! In spiccioli: ci saranno Diktat dal Governo (o chi per esso: lo affronteremo in un successivo articolo) per il curricolo a cui presidi e docenti dovranno obbedire! Una vera e propria educazione di stato. Dove va a finire la libertà di insegnamento? Ed il diritto costituzionale dei genitori ad educare i propri figli, anzi, preferiamo dire, il diritto dei bambini ad essere educati, per una sana crescita, in modo sereno, senza confusione, grazie ad una relazione di continuità, complementarietà (e, usando un’ espressione ora fuori moda, di armonia) dell’educazione familiare e dell’educazione scolastica? (a proposito, invitiamo alla lettura di questo bellissimo articolo).

Seguirà la seconda parte ...

Antonella Facco

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