01/12/2018

Bullismo omofobico e libertà educativa a rischio: parla il CDNF

Riportiamo quanto dichiarato dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli in merito ad un questionario che sarà somministrato agli studenti sul bullismo omofobico e dai caratteri limitanti la libertà educativa.

PROGETTO DI RICERCA SUL BULLISMO OMOFOBICO

Il Comitato Difendiamo i nostri figli – Family Day – è venuto a conoscenza del fatto che, prossimamente, in decine di  scuole umbre sarà somministrato agli studenti un questionario che si inserisce nel “Progetto regionale di prevenzione del bullismo omofobico”, nato dalla collaborazione tra Omphalos, associazione LGBTI di riferimento per la comunità lesbica, gay, bisessuale, trans e intersex a Perugia e in Umbria, la Regione Umbria, l’Ufficio Scolastico Regionale (USR) e il dipartimento FISSUF dell’Università di Perugia, nelle classi III della scuola secondaria di primo grado e nelle classi IV della scuola secondaria di secondo grado.

Il questionario serve a rilevare il livello di omofobia e del bullismo omofobico, oltre che di altre forme di bullismo e discriminazione nella popolazione studentesca umbra. Sulla base dei dati che emergeranno, saranno poi realizzati degli interventi formativi diretti ai docenti.

Per capire la portata fortemente invasiva della libertà educativa – che è primario diritto della famiglia – basti sapere che le domande investono temi delicatissimi come l’orientamento sessuale, passando su tale aspetto implicitamente un messaggio di approvazione acritica della fluidità sessuale: per questo ribadiamo che nessuna ricerca, anche se fosse mossa dai più nobili fini, può superare il primato educativo dei genitori.

Molto criticabile anche la ricerca esplicita di legame tra religione e pregiudizi verso l’omosessualità. Studiare questa relazione senza considerare una serie enorme di variabili non ha fondamento né utilità, se non quella di alimentare pregiudizi e divisione; inoltre, tutto ciò evidenzia nel progetto la volontà di una ideologia fatta solamente di presupposti.

Grave, inoltre, che al progetto sia allegato un modulo per il consenso informato nel quale non è riportato il titolo del progetto, né fornito alcun elemento per identificare i contenuti specifici, né le effettive e particolari materie di cui trattasi.

Occorre pertanto ancora una volta ricordare che non solo deve essere applicata la prassi di sottoporre necessariamente questo tipo di progetti all’approvazione in Consiglio di Istituto, ma anche quella di fornire alle famiglie un consenso informato esaustivo e tempestivo, anche alla luce della recente nota n. 19534 del MIUR del 20/11/2018, che sottolinea l’importanza di ottenere tale consenso dai genitori.

Ci auguriamo che la scuola trovi sempre modi condivisi con le famiglie affinché l’importante compito educativo sia sempre di più espressione di una sinergia che, proprio perché tale, può produrre buoni frutti.

Perugia 30/11/2018

Comitati DNF Family Day  di Perugia, Terni, Spoleto, Città di Castello, Assisi, Foligno, Gubbio, Acquasparta, Marsciano.

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