15/05/2020 di Luca Scalise

Braccialetto per la distanza minima anche per i bambini. Tra dubbi su privacy e legalità

Smettere di vivere per non morire è un controsenso. Abbiamo giustamente rispettato le dovute restrizioni volte a contenere la pandemia di coronavirus, esplosa ormai mesi fa; restrizioni comprensibili e doverose, ma che hanno inevitabilmente stravolto la vita di ciascuno di noi.

Lo stare a casa obbligatoriamente per molti è stato un sacrificio semplice, per altri è costato davvero molto. Non sono pochi coloro che oggi vertono in gravi condizioni di crisi economica. Per non parlare delle tante famiglie che proprio ora si sono viste decurtare di 30 milioni il Fondo a loro dedicato. Senza dubbio, però, l’attuale situazione ha toccato profondamente la vita dei bambini, che, spesso senza capirne a fondo il perché, hanno dovuto rinunciare al normale svolgimento dell’anno scolastico e soprattutto al contatto con i propri coetanei e con i propri nonni, al poter giocare nei parchi in libertà come avevano sempre fatto.

Ora, in questa “Fase 2”, è tempo di guardare al futuro della nostra società. C’è bisogno di riprendere in mano le nostre vite e i nostri lavori, trovando strade per poterli svolgere in sicurezza. La proposta di iniziare il nuovo anno scolastico “metà a scuola e metà a casa”, con la “Didattica a distanza” «è inaccettabile per l'enorme peso che viene scaricato sulle famiglie e per i danni che può provocare alla formazione intellettuale e umana degli studenti, nonché alla loro salute», abbiamo spiegato, diffondendo la nostra petizione per chiedere al Ministro dell’Istruzione e al Presidente del consiglio che a settembre la scuola riprenda pienamente, con le dovute misure di sicurezza.

In tanti stanno pensando a come poter garantire questa auspicata ripresa. «E qui nasce l’idea: ogni bambino avrà un braccialetto al polso che vibrerà e si illuminerà nel momento in cui verrà superata la distanza minima consentita di vicinanza fisica», spiega Il Giornale.

Questa è l’iniziativa della scuola materna paritaria Eugenio Cantoni di Castellanza, grazie ai dispositivi prodotti dall’azienda barese, la Metawellness. Il sistema «non ha al suo interno alcuna app ed è a circuito chiuso. Nessun problema di privacy quindi e nessun gps, in modo da non localizzare la posizione, ci garantiscono dall'azienda. […] Se chi lo indossa risulterà positivo al coronavirus, si potranno ricostruire i contatti avuti con altri utenti e quindi identificare e isolare potenziali focolai e fornire i dati su richiesta all’organo governativo».

Speriamo che presto si possano trovare nuove e sempre migliori soluzioni per garantire ai nostri bambini il ritorno alla normalità. I bambini ne hanno bisogno per poter tornare ad imparare a rapportarsi con le altre persone in modo sano e costruttivo.

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