28/10/2021 di Giuliano Guzzo

Boomerang X Factor. Senza categorie di genere fa scomparire le donne

Doveva essere una edizione senza categorie, ma è finita con l’essere qualcosa di diverso e di peggio: una edizione senza donne. Succede al talent più famoso, X Factor, dove l'annullamento delle categorie donne-uomini – da tanti salutata, all’inizio, come una svolta all’insegna dell’equità e del progresso - pare proprio aver generato l’effetto opposto a quello auspicato. Saranno solo due, infatti, le ragazze ammesse alla fase finale; Nika Paris e Vale LP saranno le sole nelle squadre dei giudici, non c'è neanche una ragazza in una band.

Morale della favola, X Factor 2021 avrà più di 20 maschi e appena 2 femmine ai Live, con presentatore uomo, tre giudici uomini. Gli stessi ospiti degli Home Visit sono stati tutti uomini. «Qualcosa è andato storto», si inizia dunque a leggere perfino sui blog progressisti; in effetti, è difficile commentare altrimenti un paradosso che ha del clamoroso e che una riflessione la merita.

Da parte sua, sul sito Feministpost.it, Marina Terragni ha commentato così: «Nessuna migliore dimostrazione del fatto che il gender neutral è maschile, e comporta la sparizione del sesso femminile […] Per noi qui non è una sorpresa: così come sta capitando nel talent, in qualunque settore della convivenza umana il prodotto “inatteso” del gender-neutral è la sparizione delle donne e il dilagare del maschile. Si torna, insomma, al punto di partenza, quando le donne stavano fuori da tutto».

Sono parole, quelle della Terragni, che è difficile non condividere nella misura in cui smascherano un mito: quello del gender neutral che, aboliti in teoria i generi, vede di fatto prevalere quello maschile. Come a dire: abolita ogni legge, prevale comunque una legge: quella del più forte, ovvero di chi detiene o esercita più potere.

Ora, lungi da noi voler rilanciare la retorica della lotta al patriarcato – cara a tanta cultura dominante -, è comunque innegabile come certe istanze progressiste, alla prova dei fatti, conducano davvero, per dirla ancora con Marina Terragni, «al punto di partenza». Sia chiaro, qui il problema non è X Factor 2021, trasmissione che, almeno su questo versante del gender-neutral, non ha inventato nulla ma si è limitata, annullando le categorie, a fare proprie le istanze - verrebbe da dire le mode – del momento.

Tuttavia, quello che sta succedendo nel seguitissimo talent è enormemente istruttivo anche al di là del mero contesto televisivo. Non solo perché fa tornare di attualità un concetto apparentemente complesso ma in realtà molto utile per capire certe pieghe della realtà – quello di eterogenesi dei fini -, ma perché, come già si diceva, rivela i paradossi di tendenze generali.

In altre parole, la scomparsa delle donne che di fatto si sta verificando a X Factor è la stessa avvenuta, per esempio, qualche settimana fa sulle pagine della rivista scientifica The Lancet dove, si son apostrofate le donne come «corpi con le vagine»; chiaro, i due contesti sono bene distinti. Tuttavia il risultato è lo stesso: la scomparsa delle donne, appunto. Motivo per cui non ci si può limitare a dire, commentando X Factor 2021, che «qualcosa è andato storto».

Bisogna invece prendere atto che c’è tutta una cultura che, a parole egualitaria, nei fatti si rivela poi omologante; che si presenta come nemica delle disparità, ma poi è nemica delle differenze; che sostiene di voler aiutare le donne e poi le elimina totalmente. Ce n’è abbastanza, insomma, per sentire puzza di bruciato. E quello che brucia, purtroppo, sono il buon senso e la ragione.

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