Da qualche giorno è possibile per le famiglie usufruire di quanto disposto lo scorso 14 luglio dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in sinergia con il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, ovvero del bonus per le scuole paritarie, che prevede fino a 1.500 euro per le famiglie con Isee fino a 30.000 euro.
Come richiederlo
Una volta effettuato l’accesso alla piattaforma Unica – previa autenticazione tramite identità digitale Spid, Cie, Cns, eIDAS o credenziali del Ministero – è possibile richiedere tale contributo inoltrando la relativa domanda entro e non oltre lunedì 21 settembre. Prima di compilarla correttamente è necessario accertarsi di essere in possesso di attestazione Isee per il nucleo familiare in corso di validità e privo di anomalie rispetto ai dati dichiarati. In caso contrario, è opportuno che il genitore proceda a formulare tale richiesta in tempo utile presso l’Inps o attraverso la mediazione del proprio commercialista. Infatti l’accesso al servizio Agevolazioni apre alla verifica dei requisiti. Per quanto nel caso in cui l’Isee sia scaduto non venga preclusa la possibilità di richiedere il contributo, è necessario però sanare tale difformità presentando la Dichiarazione Sostitutiva Unica entro la scadenza dei termini della stessa istanza. Il sistema di Unica verificherà il possesso dei requisiti attraverso la consultazione in tempo reale delle banche dati del Sidi (per la verifica della frequenza presso un istituto paritario e la verifica dell’associazione genitori/responsabili e studenti); dell’Inps (per il riscontro Isee e la verifica della relativa fascia) e dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (per la verifica dell’appartenenza del genitore/responsabile e dello studente alla medesima famiglia anagrafica). In fase di domanda, inoltre, il richiedente dovrà fornire l’Iban del conto corrente sul quale desidera sia accreditato il contributo e un indirizzo e-mail (o Pec mail) di contatto in caso di necessità.
L’esito delle richieste
Dopo l’inoltro dell’istanza sarà possibile visualizzare l’esito della richiesta con evidenza della fascia di reddito di appartenenza (1ª fascia: 0€–10.000€; 2ª fascia: 10.000,01€–20.000€; 3ª fascia: 20.000,01€–30.000€). Tra le Faq del Ministero di viale Trastevere viene chiarito che il contributo fino a 1.500 euro è cumulabile con altri sussidi pubblici di carattere regionale. I limiti derivano però, in questo caso, dall’eventuale superamento dei valori relativi al costo medio per studente stabilito dal Ministero. Per l’anno scolastico 2025/2026 il massimale individuale per la scuola secondaria di primo grado arriva a 7.161,37 euro e a 7.852,29 euro per la secondaria di secondo grado. Allo stesso tempo la piattaforma ministeriale precisa che, per l’erogazione del bonus, verrà seguito l’ordine inversamente proporzionale basato sull’Isee, tenendo dunque in considerazione eventuali altri bonus regionali già percepiti nell’anno in corso. Il riconoscimento di tale contributo verrà ufficializzato con un’e-mail al genitore e sarà visibile nell’area riservata del portale ministeriale. Nel caso in cui una famiglia abbia più figli iscritti alle scuole paritarie ammesse all’erogazione del contributo, non è previsto un tetto massimo a priori, anche se negli scorsi anni l’importo massimo cumulabile per l’intero nucleo familiare non poteva superare i 5.000 euro.
Cosa prevede il bonus?
Ricordiamo brevemente che, secondo quanto previsto dal decreto sopracitato, il bonus per le scuole paritarie sarà erogato alle famiglie con Isee fino a 30.000 euro i cui figli abbiano frequentato nell’anno scolastico 2025/2026 una scuola paritaria secondaria di primo grado o il primo biennio di una scuola paritaria secondaria di secondo grado. È dunque un sussidio che esclude i figli iscritti all’asilo nido, alla scuola dell’infanzia e primaria, e che limita e circoscrive in questo modo la platea dei destinatari ai bambini delle scuole medie e ai ragazzi dei primi due anni delle scuole superiori.