14/01/2020

Bolzano non aderisce alla Rete Ready, ma lo fa “simbolicamente”

Il gioco sembrava fatto per la comunità LGBT di Bolzano: l’adesione della Provincia alla rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (Ready) sembrava ormai assodata. Invece, proprio la Provincia giovedì ha corretto il tiro e in un comunicato ha specificato che si tratta di un’adesione “simbolica”. Ci sarebbe da interrogarsi sul significato reale di questa espressione perché il principio di non contraddizione vuole che, in questo caso o l’adesione ci sia o non ci sia, “tertium non datur”. Tuttavia il vicepresidente Giuliano Vettorato della Lega si è affrettato a chiarire che non verranno organizzate iniziative “gayfriendly”.

Tutto questo non è piaciuto ad Andreas Unterkircher, presidente dell’Arcigay Centaurus : « La Lega, come in Trentino, adesso anche in Alto Adige si oppone non solo alla parità di diritti, ma anche al mero contrasto del bullismo e della violenza discriminatoria. Presidente Kompatscher, ci aiuti a difendere i nostri giovani dagli insulti e dalle offese omofobe». Non poteva mancare il Pd, in questo caso, la consigliera provinciale Franca Berti che ha affermato: «Deludente se la Provincia si lascia sopraffare da questa visione ottusa e pericolosa». A seguire Italia Viva, rappresentata da Stefania Gander che non si è detta stupita dalla decisione della Lega. A completare il coro della proteste, i Verdi con Felix von Wohlgemuth e Marlene Perntich che denunciano il ripensamento della Lega che dimostrerebbe di non avere alcun interesse verso gli episodi di discriminazione che hanno come protagonisti gli omosessuali.

E noi invece ci chiediamo se davvero una seria azione antidiscriminatoria debba essere necessariamente legata ad una formale adesione a reti “a tema” che altro non fanno, con la scusa di un argomento serio come la discriminazione nei confronti degli omosessuali, che diffondere una visione antropologica puramente ideologica e completamente staccata dalla realtà che non aiuta né chi la violenza la subisce né chi la violenza la genera.

 

di Manuela Antonacci

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