Ancora una volta l’educazione sessuale fa irruzione in una scuola superiore, sfruttando una modalità inedita: la radio. È accaduto all’istituto “Paolina Secco Suardo” (comprensivo di Liceo delle Scienze Umane e Liceo Musicale) di Bergamo, dove, per l’appunto, la scuola dispone di un’emittente che si è prestata all’iniziativa di inviare, tramite i rappresentanti di classe, un questionario, finalizzato alla realizzazione di una nuova puntata radiofonica. Oggetto del sondaggio: la vita sessuale degli allievi del Secco Suardo, in pieno stile Lgbt+.
Qualche esempio: alla domanda «Qual è il tuo genere?», vengono date tre opzioni: uomo, donna e neutro. Seguono domande sulla masturbazione, sul sesso occasionale, sul raggiungimento dell’orgasmo, e così via. Dettagli che - a fronte di un’assenza di qualsiasi tipo di consenso informato da parte dei genitori - richiamano l’attenzione su quanto sia urgente e fondamentale il Ddl Valditara, che proprio questo consenso vuole rendere obbligatorio, e che sarà probabilmente discusso in Senato a partire dalla prossima settimana, nonostante i continui tentativi di boicottaggio della Sinistra.
L’azione di Pro Vita & Famiglia
Alla luce della discutibile iniziativa, su impulso di alcuni genitori, lo scorso 6 marzo, Generazione Famiglia - il braccio operativo di Pro Vita & Famiglia nel mondo della scuola - ha inviato una pec all’istituto Secco Suardo, mettendo in primo luogo in luce «un linguaggio volutamente provocatorio e sicuramente non opportuno quando un’istituzione scolastica si rapporta ai suoi allievi». Alla dirigente scolastica Manuela Nicosia viene chiesto di «chiarire quali siano le finalità e gli obiettivi educativi del progetto e, se presenti, gli oneri, chi sia il docente da lei incaricato del progetto stesso che, a motivo di questo incarico, assume insieme a lei la responsabilità educativa e istituzionale dell’inserimento, nella programmazione della radio scolastica, di contenuti riguardanti aspetti particolarmente delicati e personali della sfera della sessualità - trattati peraltro con modalità e linguaggio che appaiono non adeguati al ruolo educativo e istituzionale proprio della scuola - e che attengono direttamente al primario diritto-dovere educativo delle famiglie».
L’associazione ha dunque chiesto lumi su chi sia il «responsabile della gestione e della tutela dei dati personali raccolti attraverso i questionari somministrati all’interno della scuola, agli studenti minorenni e non». Prendendo atto che le prossime puntate del format saranno dedicate a «sex-chatting, sesso online e contraccettivi», Generazione Famiglia auspica «rassicurazioni sulle puntate future, la prossima delle quali sarebbe, come annunciato dagli studenti, dedicata a sex-chatting, sesso online e contraccettivi», chiedendo di agire «affinché la scuola resti luogo di crescita e maturazione senza che le idee personali e politiche e ideologiche di qualcuno siano imposte a tutti, soprattutto su temi intimi, finanche divisivi, come affettività e sessualità».
La risposta della scuola
La risposta della dirigente scolastica, giunta il 18 marzo, è stata molto di circostanza, esprimendo una sostanziale difesa del progetto. Pur prendendo «in attenta considerazione» le osservazioni espresse da Generazione Famiglia «riguardo al linguaggio provocatorio o non opportuno», la dirigente sottolinea che il questionario al centro della discussione «è stato promosso autonomamente dalla redazione della radio d’istituto, gestita dagli studenti, ed è circolato tra gli stessi senza alcun avallo da parte della presidenza», accompagnato da una «partecipazione volontaria e completamente anonima». La dirigente, inoltre, si è astenuta dal fornire «rassicurazioni preventive rispetto alle tematiche che potranno essere affrontate nelle future trasmissioni». Poi, però, ha rincarato la dose: «Impedire agli studenti di sperimentarsi e di commettere errori significherebbe sottrarre valore al nostro compito educativo». È, dunque, opinione della dirigente che «interpretazioni ideologiche e la presenza di argomenti considerati tabù non favoriscano tale percorso». Infine, una considerazione sulle «famiglie che svolgono indubbiamente un ruolo educativo fondamentale anche in ambito affettivo e sessuale», tuttavia, tale ruolo «non può essere considerato esclusivo». Ogni critica rivolta da Generazione Famiglia, dunque, è stata rimandata al mittente dalla dirigente scolastica del liceo “Secco Suardo”.
La controreplica dell’associazione
È seguita, in data 25 marzo, una pec di controreplica in cui si è ritenuta non «formalmente sostenibile l’assenza di avallo o supervisione da parte dell’Istituto, chiamato a garantire la coerenza dei contenuti con le finalità educative dichiarate nel Ptof». Alla dirigente è stato chiesto nuovamente di «chiarire come le modalità e i contenuti delle puntate in oggetto della nostra precedente segnalazione possano ritenersi coerenti con le finalità educative sopra richiamate e con il quadro normativo vigente, nonché di fornire rassicurazioni sulle future trasmissioni». L’associazione - che non ha ancora ricevuto un’altra risposta dalla dirigente - ha quindi rispedito al mittente la cosiddetta «interpretazione ideologica», a fronte di «rilievi fondati su aspetti oggettivi quali la tutela dei minori, la responsabilità dell’istituzione scolastica e il rispetto della sfera personale degli studenti. Si ritiene necessario - conclude la seconda pec - rivedere questo Suo giudizio per poter tutelare l’alleanza educativa fra scuola e famiglie».