09/05/2020 di Manuela Antonacci

Battaglia della follia: partorisce ma sulla carta pretende l’appellativo “padre”

Una battaglia davvero singolare, quella portata avanti da “Freddy” McConnell una giornalista britannica che, nonostante abbia partorito un bambino, pretende di essere riconosciuta come “padre”, contro ogni evidenza.

Ma fortunatamente “c’è un giudice in Inghilterra” e, infatti, dopo la sentenza di primo grado, anche in appello, è stata bocciata la sua incredibile richiesta. Tuttavia la donna non si è arresa e ha annunciato che tenterà il ricorso anche alla Corte suprema, andando oltre ogni limite di ragionevolezza.

E’ dall’età di 25 anni che La McConnell ha iniziato a modificare il suo corpo per costringerlo ad adeguarsi all’idea di sé che persisteva nella sua mente, nonostante la realtà le dicesse altro: la donna si è addirittura fatta modificare il torace, rimodellandolo in modo che sembrasse a tutti gli effetti, quello di un uomo, immancabile, poi, l’overdose di testosterone, per affinare il suo processo di “transizione”.

Nonostante queste continue “violenze”, sul suo corpo, la forza della natura, in lei è prevalsa ugualmente, al punto che nel 2018, essendo una donna a tutti gli effetti, ha partorito il suo bambino, ma ciò non le è bastato per riconciliarsi con la realtà dei fatti, tanto da aver avviato una battaglia legale per il riconoscimento della sua paternità (“percepita?”). Ma un anno fa sir Andrew McFarlane, presidente della Family Division  e giudice in Inghilterra e Galles in tema di diritto di famiglia, aveva stabilito che, chiunque partorisca, indipendentemente da “questioni di genere”, debba essere definita e considerata solo “madre”, in quanto, ha sottolineato Sir McFarlane,  esiste un importante «differenza tra il genere di una persona e il suo status di genitore».

Il che ci fa certamente tirare un sospiro di sollievo da un lato, ma dall’altro ci sembra, tuttavia, incredibile che per affermare qualcosa di così evidente, anzi, scontato, sia stato necessario il pronunciamento della magistratura britannica. Considerato poi, che la donna continuerà la sua battaglia legale, ci si augura che non ci siano in futuro cedimenti a riguardo perché, affinché non si affermi una concezione del reale totalmente illogica, sulla base del “così è se vi pare”, è necessario che anche nel campo del diritto l’oggettività della realtà che va a braccetto col buonsenso, prevalga sempre.

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