21/12/2025 di Francesca Romana Poleggi

Perché la legge australiana sui social è un esempio da imitare

La nuova legge australiana che vieta i social media sotto i 16 anni (leggi QUI i dettagli) tutela l'infanzia ed «è una svolta per le famiglie e per la sicurezza dei bambini» spiega il famoso psicologo Jon Haidt (autore de “La generazione ansiosa”) sul suo blog After Babel. Gli Stati Uniti (e poi gran parte del mondo) hanno fissato l'età minima a 13 anni e alle aziende non è stata data alcuna responsabilità di verificare l'età. Anche un bambino di 8 anni può digitare "13", e le “big tech” possono trattarlo come un adulto. 

I ragazzi continueranno a navigare sul Web

Con la nuova normativa australiana, i ragazzi al di sotto dell'età minima avranno comunque la possibilità di cercare e guardare video, leggere post e accedere alle informazioni. E quindi - per quel che conta l'opinione di chi scrive - per lo stesso motivo per cui non lasceremmo un bambino piccolo girare da solo per le strade di una grande città sconosciuta, così non dovremmo consentirgli di navigare sul web senza tenerlo strettamente per mano.

Il divieto tutela i piccoli dallo sfruttamento

Con una legge come quella australiana, però, le più grandi aziende del mondo non possono più instaurare relazioni commerciali con i bambini, né potranno utilizzare i loro dati personali per tenerli incollati ai "Mi piace" e ai loro messaggi pubblicitari. E l’infanzia ne guadagnerà in salute. All'inizio potrebbe sembrare una sfida impegnativa, ma dobbiamo accettarla finché la non presenza di bambini sui social diventi la nuova normalità. Altri Paesi stanno provando ad imitare l’Australia (Malesia, Canada, Brasile, Norvegia). In Italia ci sono diverse proposte di legge in Parlamento, più o meno severe. Sarebbe il caso che i legislatori prendano a cuore la questione dandole la priorità che merita, evitando le (solite) soluzioni di compromesso che si rivelano sempre deleterie.  Ci saranno degli intoppi, ma è normale in qualsiasi cambiamento politico importante. Un cambiamento che impedirà alle piattaforme social media di continuare a utilizzare pratiche commerciali predatorie per approfittarsi dei giovani vulnerabili.

La norma verrà rispettata?

Alcuni ragazzini, quindi, troveranno modo per aggirare la regola sicuramente. Del resto i minorenni bevono alcolici e fumano, gli automobilisti passano col rosso, i contribuenti evadono il fisco, ma il fatto che una legge venga violata non è una buona ragione per abrogarla. Intanto, però, molti bambini non saranno spinti a usare spazi digitali pericolosi semplicemente per paura di essere esclusi dai pari. I genitori sanno che i social media possono danneggiare i loro figli, ma molti si sentono intrappolati perché i figli di tutti gli altri sono già online.

L'Australia sta frantumando questa trappola. L'obiettivo, del resto, non è che la norma sia applicata in modo perfetto. Quel che importa è che ci sia, chiaro e forte, il divieto. Non dobbiamo dimenticare l’alto valore pedagogico della legge, spiegato a suo tempo già da Socrate: la legge fa cultura nel bene e nel male. Col tempo l’opinione pubblica inevitabilmente arriva a considerare “bene” ciò che è legale e “male” ciò che non lo è. Anche chi disobbedisce alla legge sa che sta trasgredendo, che sta facendo qualcosa di male. Pensate alla banalizzazione dell'aborto o delle droghe, dove la legge permette tali cose malvagie. E pensate che invece, in Svezia, dove la legge da anni punisce severamente i clienti delle prostitute, le nuove generazioni considerano "sfigati" quelli che fruiscono di certi "servizi". 

Meno cyberbullismo, più giochi

E poi, se meno ragazzini staranno sui social, diminuirà il cyberbullismo e l’adescamento o lo sfruttamento online. Migliorerà il loro benessere mentale. Incoraggerà a uscire dal ciclo della dipendenza dai social media e a sperimentare le gioie e opportunità del mondo fisico reale e della comunicazione faccia a faccia.  Meno scrolling significa più possibilità di trascorrere il nostro tempo assaporando il mondo straordinario che ci circonda.

 

 

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