28/01/2020

Aumentano gli studenti pro life e gli abortisti vorrebbero censurarli sempre di più

Fino al 2018, vi erano otto realtà studentesche pro life nelle università del Regno Unito. Nell’arco di un solo anno, sono diventate quattordici, di cui cinque in Scozia. Sui social media, i gruppi abortisti si sono mostrati “allarmati” di ciò, al punto tale da aver chiesto su Facebook che vengano estesi gli ambiti di censura dei pro life, come leggiamo in un articolo di Life Site News.

Ricordiamo, infatti, che nel Regno Unito, come in altri Paesi, sono state introdotte delle “zone cuscinetto”, che limitano i pro life nel loro diritto a manifestare rispettosamente vicino alle cliniche abortiste. Ed è già questa una grave violazione della libertà di pensiero e di espressione dei ragazzi pro life.

Ancor peggio sarebbe, dunque, se questi limiti venissero estesi anche ad altri ambiti, come scuole ed università, i centri del sapere. Ma la protesta degli abortisti di fronte al sorgere di sempre nuovi movimenti studenteschi pro life ed il loro intento di censurarli a tutti i costi, rivela molto sulla classica tattica che tanti di loro usano per avere la meglio su chi la pensa diversamente: non potendo prevalere con il dialogo, data la povertà delle loro argomentazioni, prevalgono con la violenza.

Negli ultimi anni si sono verificati fin troppi episodi in cui i pro life sono stati censurati. E non sono mancati affatto casi di assalto alle loro sedi ed ai loro manifesti, aggressioni verbali, aggressioni fisiche e gravi minacce. Non c’è altro modo per prevalere contro le argomentazioni dei pro life, dal momento che è la scienza stessa ad affermare che la vita umana ha inizio nel concepimento. E tanti documenti scientifici si esprimono anche molto chiaramente sui rischi che l’aborto volontario causa alla salute fisica e psichica della donna.

Dunque, forza, ragazzi pro life. Pro Vita e Famiglia è con voi, la scienza è con voi. Continuiamo insieme a combattere per i diritti di donne e bambini e a “dare voce a chi non ha voce”.

 

di Luca Scalise

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Info