Matteo Pomposi, classe 2000, è un imprenditore e candidato al consiglio comunale a Pistoia per Fratelli d’Italia, partito di cui è anche presidente nazionale dei giovani (Gioventù Nazionale).
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Ho deciso di iniziare la mia attività politico-militante per mettermi a disposizione della comunità in cui vivo a difesa dei valori conservatori, cattolici e della nostra tradizione».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico. Quali strumenti ha a disposizione un Comune e quali proposte concrete sosterrà per agevolare la natalità anche garantendo alternative all’aborto?
«Credo che si debbano sostenere le giovani famiglie con programmi che incentivino il lavoro, il diritto alla casa e lo sviluppo della propria famiglia sostenendo le madri che decidono di mettere al mondo una nuova vita».
Se eletto, si impegna - laddove possibile per un Comune - a incentivare l’assistenza a malati e fragili e dunque anche alle cure palliative, agli Hospice e all'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Mi impegnerò per sostenere le cure palliative, l’assistenza domiciliare e gli hospice».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio comunale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La famiglia è il pilastro della nostra società e va tutelata nella sua unica forma tradizionale. Bisogna portare a zero le liste di attesa per gli asili nido e per gli alloggi: sarà fondamentale per permettere anche alle famiglie in difficoltà di poter costruire il proprio futuro».
Sapeva che le associazioni LGBTQUIA+ o “trans-femministe” si fanno promotrici di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcuni Comuni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda LGBTQUIA+?
«Si, mi impegnerò a difesa della libertà educativa».