08/05/2026

Amministrative 2026. Salerno: intervista al candidato Laudani (Prima Salerno)

Alessandro Laudani, classe 1980, medico anestesista in cardiochirurgia e si occupa anche di terapia del dolore. È candidato al Consiglio comunale di Salerno con la lista Prima Salerno, a sostegno del candidato sindaco del centrodestra. Questa è la sua prima esperienza politica. Nato a Catania, vive a Salerno da dieci anni, è sposato e padre di due bambini. Da sempre impegnato nel servizio agli altri, anche attraverso l’esperienza scout come capo educatore. Insieme ad alcuni amici sta contribuendo alla nascita di un gruppo Pro Vita & Famiglia anche a Salerno.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Ho deciso di impegnarmi in politica perché vivo a Salerno, qui stanno crescendo i miei figli e desidero contribuire concretamente al bene della città. Credo in una politica intesa come servizio e non come interesse personale. I valori che mi guidano sono il rispetto della vita, la centralità della famiglia, la responsabilità, la solidarietà e l’attenzione verso i più fragili, principi maturati nella mia esperienza professionale, educativa e familiare».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico. Quali strumenti ha a disposizione un Comune e quali proposte concrete sosterrà per agevolare la natalità anche garantendo alternative all’aborto? 

«Il declino demografico è una delle grandi emergenze del nostro tempo. Un Comune può sostenere la natalità attraverso aiuti alle famiglie, servizi educativi accessibili, politiche per la casa e sostegno concreto alla maternità. Mi impegnerò anche a favorire reti territoriali capaci di aiutare le donne in difficoltà durante la gravidanza, affinché nessuna si senta sola o costretta a scegliere l’aborto per motivi economici o sociali».

Se eletto, si impegna - laddove possibile per un Comune - a incentivare l’assistenza a malati e fragili e dunque anche alle cure palliative, agli Hospice e all'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati? 

«Sì. Come medico conosco bene la sofferenza dei malati e delle loro famiglie. Ritengo fondamentale rafforzare l’assistenza domiciliare, le cure palliative e il sostegno agli Hospice, garantendo dignità, vicinanza e sollievo alle persone fragili. Un Comune deve collaborare con le realtà sanitarie e sociali del territorio per offrire servizi concreti ad anziani, malati e famiglie che vivono situazioni di difficoltà».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio comunale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La famiglia è il primo luogo in cui si impara il rispetto, la responsabilità e la cura degli altri. È il fondamento della comunità e merita sostegno concreto. In Consiglio comunale mi impegnerò a proporre agevolazioni tariffarie e riduzioni dell’addizionale comunale IRPEF per famiglie numerose e nuclei con disabili o anziani a carico, oltre a criteri che favoriscano l’accesso ai servizi educativi e sociali».

Sapeva che le associazioni LGBTQUIA+ o “trans-femministe” si fanno promotrici di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcuni Comuni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda LGBTQUIA+?

«Credo che ogni persona debba essere rispettata, ma ritengo fondamentale difendere la libertà educativa dei genitori e il ruolo della famiglia. Le istituzioni devono evitare di sostenere iniziative ideologiche divisive, soprattutto in ambito scolastico, senza il coinvolgimento delle famiglie. La libertà educativa dei genitori è un principio irrinunciabile e mi impegnerò affinché il Comune promuova progetti realmente condivisi e rispettosi della crescita dei minori».

 

 

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