12/05/2026

Amministrative 2026. Castelfranco Veneto: intervista alla candidata Pozza (Nova Republica)

Emanuela Pozza, Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi presso la scuola pubblica, è candidata con la lista Nova Republica di Castelfranco Veneto, con Paolo Ceschini candidato sindaco. 

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Ho deciso di impegnarmi in politica per cercare di migliorare la nostra società, vedendo che i valori che mi sono stati trasmessi, stanno sparendo. I miei valori sono la famiglia, la legalità, il rispetto per la vita in ogni sua fase e per il prossimo».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico. Quali strumenti ha a disposizione un Comune e quali proposte concrete sosterrà per agevolare la natalità anche garantendo alternative all’aborto?

«La natalità è incentivabile solo riportando nelle persone la voglia del calore di una famiglia che non ti lascia mai sola durante le difficoltà. Siamo persone sempre più sole e forse degli incontri che parlano di questo potrebbero essere di aiuto»

Se eletta, si impegna - laddove possibile per un Comune - a incentivare l’assistenza a malati e fragili e dunque anche alle cure palliative, agli Hospice e all'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Se verrò eletta il mio impegno sarà sicuramente per le categorie più fragili, per i malati, affinché trovino nel Comune un luogo dove poter trovare risposte e aiuto».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio comunale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La famiglia bisogna viverla con la stessa modalità che si vive in società: ci deve essere aiuto costante e voglia di risolvere i problemi senza mai abbandonare nessuno, così come il Comune non può lasciare indietro nessuno. Le misure che è possibile adottare a livello fiscale sono uno sgravio dell’IMU prima casa, se vi abitano famiglie numerose o con disabili a carico, oppure un rimborso in percentuale se si pagano un affitto. Nella parte sociale aumenterei l’assistenza da parte di personale competente. C’è bisogno di contatto umano che allevia le sofferenze dell’anima».

Sapeva che le associazioni LGBTQUIA+ o “trans-femministe” si fanno promotrici di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcuni Comuni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronta a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda LGBTQUIA+?

«La famiglia deve essere ferma sui temi LGBTQUIA+ o trans-femministe, e tutte le varie sfaccettature; l’educazione e formazione devono essere a carico della famiglia. Se la famiglia crescerà i figli avvicinandoli ai principi fondamentali della Chiesa, sarà difficile che il ragazzo/a prenda strade così lontane dalla natura umana e con così poca etica».

 

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