Valeria Milani, nata nel 2007, studentessa all’ultimo anno presso l’Istituto Arturo Martini, candidata con la lista Nova Republica di Castelfranco Veneto, con Paolo Ceschini candidato sindaco.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«La mia candidatura nasce dal desiderio di difendere con forza il nostro territorio e la nostra comunità da derive ideologiche pericolose. I miei valori sono radicati: responsabilità personale, rispetto della verità naturale, senso del dovere e priorità assoluta al bene comune sopra ogni ideologia. Credo nella coerenza totale tra parole e fatti. La mia età non è un limite, è un vantaggio: porto energia, uno sguardo fresco e la determinazione di chi non è ancora corrotto dal sistema».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico. Quali strumenti ha a disposizione un Comune e quali proposte concrete sosterrà per agevolare la natalità anche garantendo alternative all’aborto?
«La denatalità è un’emergenza nazionale e locale che sta distruggendo il futuro del nostro popolo. Senza famiglie numerose e bambini che nascono, le comunità muoiono, i servizi collassano e la nostra identità si dissolve. Il Comune deve agire con urgenza e senza paura: sostegno economico reale alle famiglie italiane che fanno figli, priorità assoluta nella casa e nei servizi».
Se eletta, si impegna - laddove possibile per un Comune - a incentivare l’assistenza a malati e fragili e dunque anche alle cure palliative, agli Hospice e all'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Dobbiamo proteggere con pugno di ferro le persone fragili, gli anziani e i malati. Basta con l’abbandono. Potenzierei massicciamente l’assistenza domiciliare e sosterrei con decisione progetti come il Country Hospital per creare un vero baluardo di cure intermedie. La comunità deve essere una famiglia allargata che non lascia indietro i suoi membri più deboli».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio comunale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La famiglia naturale (uomo, donna e figli) è il pilastro irrinunciabile della società. Tutto il resto è propaganda che indebolisce la nazione. In Consiglio comunale lotterei per agevolazioni forti e continue alle famiglie con figli, per la “Culla per la Vita”, il “Parto in Anonimato” e ogni misura che metta al centro la natalità e la stabilità familiare tradizionale».
Sapeva che le associazioni LGBTQUIA+ o “trans-femministe” si fanno promotrici di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcuni Comuni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronta a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda LGBTQUIA+?
«Mi oppongo con assoluta fermezza a qualsiasi forma di indottrinamento LGBT nelle scuole, negli eventi pubblici o nei progetti rivolti ai minori. I giovani vivono l’età più vulnerabile e delicata: introdurre confusione di genere, ideologie queer e propaganda arcobaleno equivale a un vero e proprio abuso psicologico. Contrasterò con ogni mezzo legale e politico ogni tentativo di normalizzare queste ideologie tra i bambini e gli adolescenti, difendendo il loro diritto a crescere sereni senza manipolazioni ideologiche».