Silvia Bosco, insegnante, è candidata al consiglio comunale di Castelfranco Veneto per la lista civica “Nova Republica” e in passato è stata iscritta, per due anni, al partito Fratelli d’Italia.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Per i valori cristiani e della famiglia naturale, nonché per tutelare il rispetto della vita dal concepimento alla morte naturale».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico. Quali strumenti ha a disposizione un Comune e quali proposte concrete sosterrà per agevolare la natalità anche garantendo alternative all’aborto?
«Penso a sussidi economici per le giovani famiglie e assistenza a ragazze madri attraverso i servizi sociali».
Se eletta, si impegna - laddove possibile per un Comune - a incentivare l’assistenza a malati e fragili e dunque anche alle cure palliative, agli Hospice e all'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Sì, mi impegnerò nell'assistenza a malati e fragili e nello sviluppo delle cure palliative».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio comunale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«In tale ambito penso che sia necessario un assegno per le famiglie numerose in base al reddito e uno sportello di ascolto per le famiglie».
Sapeva che le associazioni LGBTQUIA+ o “trans-femministe” si fanno promotrici di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcuni Comuni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronta a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda LGBTQUIA+?
«Sono contraria a tutte le azioni delle associazioni LGBT e mi impegnerò a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni propaganda LGBT qui a Castelfranco Veneto».