09/05/2026

Amministrative 2026. Castelfranco Veneto: intervista al candidato Tralli (Nova Republica)

Andrea Tralli, nato nel 1977, impiegato comunale, è candidato per la Lista “Nova Republica” a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso. È alla sua prima esperienza come candidato consigliere comunale.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Ritengo che la politica viva una grande crisi di fiducia. Gli spettacoli indecenti cui ci hanno abituati alcuni personaggi politici, nonché certi partiti, hanno portato i cittadini a disamorarsi della politica. Ritengo però che la società attuale viva anche un grande sfacelo morale, che porta sempre più persone a soffrire: di mancanza valoriale, di mancanza affettiva, di speranza e felicità. In questo contesto, vivo l'attivismo politico come un voler dare un segnale forte in senso opposto: di speranza, di coraggio, di impegno e sacrificio per il bene di tutti».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico. Quali strumenti ha a disposizione un Comune e quali proposte concrete sosterrà per agevolare la natalità anche garantendo alternative all’aborto?

«Un Comune può promuovere la creazione, in collaborazione con l'ULSS, della “culla per la vita”, una rivisitazione in chiave moderna della ruota degli esposti. Può altresì sostenere economicamente le famiglie con un “Bonus bebè”, riservato a chi nell'ultimo anno ha avuto un neonato. Può infine creare nel suo ATS una rete di famiglie che sostengano, sia a livello pratico che psicologico, le famiglie (o le donne) in un momento intenso come quello dei primi mesi di vita del figlio».

Se eletto, si impegna - laddove possibile per un Comune - a incentivare l’assistenza a malati e fragili e dunque anche alle cure palliative, agli Hospice e all'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Purtroppo a causa di eventi che sono accaduti intorno a me so bene quanto sia importante il sostegno di cure palliative, Hospice e assistenza domiciliare: in certi frangenti della vita queste soluzioni possono essere indispensabili per le famiglie, pertanto mi impegno espressamente a promuovere e sostenere la loro presenza nel territorio comunale, anche attivandosi con la collaborazione di realtà già esistenti a livello provinciale (come la Casa dei Gelsi a Treviso), l'ULSS e le farmacie del territorio».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio comunale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«Non concepisco “cellule fondamentali della società” che non siano le famiglie: esse sono il fulcro della crescita umana e sociale, e l'immagine che porto nel cuore è sempre quella del presepe. Una mamma, un papà e il proprio figlio, uniti nel calore familiare, anche nelle ristrettezze. Oggi, di fronte a una società in disgregazione, è importante sostenere le famiglie numerose con misure pratiche: bonus bebè, asili nido comunali a canone agevolato, abbassamento dell'aliquota IRPEF comunale per i singoli componenti, aumento del quoziente di priorità nell'assegnazione delle case popolari».

Sapeva che le associazioni LGBTQUIA+ o “trans-femministe” si fanno promotrici di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcuni Comuni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda LGBTQUIA+?

«Ho un figlio in età scolare: noi siamo stati fortunati, ma ho testimonianze di altri genitori che hanno visto la propria prole assaltata da “genderisti” che volevano indottrinarli. Per me è una priorità garantire la correttezza educativa, dando priorità alle famiglie, e vigilare affinché le ideologie gender, la mercificazione della nascita (tale è l'utero in affitto) o altre aberrazioni non abbiano posto non solo nei plessi scolastici ma anche negli spettacoli teatrali che si svolgeranno sotto il patrocinio comunale e in generale nelle strutture del Comune».

 

 

Questo articolo e tutte le attività di Pro Vita & Famiglia sono possibili solo grazie all'aiuto di chi ha a cuore la Vita, la Famiglia e la sana Educazione dei giovani. Per favore sostieni la nostra missione: fai ora una donazione a Pro Vita & Famiglia tramite Carta o Paypal oppure con bonifico bancario o bollettino postale. Aiutaci anche con il tuo 5 per mille: nella dichiarazione dei redditi firma e scrivi il codice fiscale 94040860226.