16/05/2026

Amministrative 2026. Castelfranco Veneto: intervista al candidato Cavinato (Nova Republica)

Giovanni Cavinato, classe 1965, operaio, è candidato con la lista Nova Republica di Castelfranco Veneto, con Paolo Ceschini candidato sindaco.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Ho deciso di impegnarmi nell'agone della politica, per concedere ai miei ideali una possibilità per quanto remota di concretizzarsi in qualcosa di fattivo, e di contro la possibilità di uscire per un po' dallo sterile circolo vizioso del confronto chiacchierato, utile solo alla propria dialettica».

L'Italia sta affrontando un drammatico declino demografico. Quali strumenti ha a disposizione un Comune e quali proposte concrete sosterrà per agevolare la natalità anche garantendo alternative all'aborto?

«La denatalità è certo provocata da un concorso di fattori (economici culturali) ma la sua causa prima sta nella legge 194, che va abolita e riscritta sull’idea che la vita umana sussiste dal concepimento. Da quel momento il concepito deve essere in punta di diritto destinatario di tutto il decalogo di diritti e tutele che l'ordinamento giuridico oggi riserva ai nati. La nuova legge deve ribaltare l'attuale paradigma e dimostrare che la libertà e i diritti della donna non sono affatto inconciliabili con la tutela della vita nascente e che anzi queste due istanze possono sublimarsi a vicenda».

Se eletto, si impegna - laddove possibile per un Comune - a incentivare l'assistenza a malati e fragili e dunque anche alle cure palliative, agli Hospice e all'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Sì, confermo il mio impegno a ottimizzare e perfezionare l'assistenza alle persone fragili ammalate e sole, anche studiando nuove forme di sinergia pubblico-volontariato che riescano a portare i servizi sempre più “a domicilio” rispetto a coloro che ne hanno bisogno».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l'esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio comunale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La famiglia è di sicuro la cellula fondamentale della società, se non altro perché è l'istituzione naturale più avversata dal neo totalitarismo del pensiero unico progressista. Io vedrei l'introduzione di un ufficio comunale con portafoglio presieduto da un giudice di pace che con discrezione e riserbo si dedichi a tutti quei casi di estrema indigenza sociale e sofferenza personale che di solito non vengono dichiarati dagli interessati per pudore vergogna o paura del pubblico ludibrio».

Sapeva che le associazioni LGBTQUIA+ o "trans-femministe" si fanno promotrici di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcuni Comuni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda LGBTQUIA+?

«Assolutamente sì».

 

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