12/05/2026

Amministrative 2026. Castelfranco Veneto: intervista al candidato Bolzon (Nova Republica)

Valter Bolzon, classe 1969, insegnante di religione in una scuola superiore, è candidato con la lista Nova Republica di Castelfranco Veneto, con Paolo Ceschini candidato sindaco. 

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Ho deciso di impegnarmi in politica perché credo nei valori cristiani, li vedo traditi nella politica anche locale da molto tempo e penso che bisogna ritornare a impegnarsi a trasfonderli nell’attività politica a tutti i livelli».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico. Quali strumenti ha a disposizione un Comune e quali proposte concrete sosterrà per agevolare la natalità anche garantendo alternative all’aborto?

«Incentivi economici alle giovani coppie e aiuto psicologico-morale-spirituale a difesa e all’apertura alla vita. Ma anche incontri-testimonianze di genitori, in tutte le occasioni possibili, per trasmettere il valore e la bellezza della famiglia fondata da uomo-donna-figli. (valore non negoziabile)».

Se eletto, si impegna - laddove possibile per un Comune - a incentivare l’assistenza a malati e fragili e dunque anche alle cure palliative, agli Hospice e all'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Mi impegno ad aiutare le persone a ricorrere alle cure palliative anche con supporto di psicologi cristiani e creando una rete con persone che, seppure in difficoltà, affrontino la malattia o le disabilità con forza interiore e testimonianza positiva».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio comunale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La famiglia è la cellula fondamentale della società, perché da essa si genera la vita per il futuro e si trasmettono i principi fondamentali per imparare a vivere relazioni che di conseguenza si proiettano anche nel rapporto con la società. Proporrei uno stipendio alle mamme che scelgono di lasciare il lavoro per seguire i figli graduato sulla base del numero di figli ma condizionato all’impatto positivo degli stessi nei diversi ambiti sociali, dal punto di vista morale-etico, educativo ed economico».

Sapeva che le associazioni LGBTQUIA+ o “trans-femministe” si fanno promotrici di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcuni Comuni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda LGBTQUIA+?

«Zero finanziamenti e contrasto in tutte le sedi in cui ci siano iniziative promosse da queste “associazioni”».

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