08/04/2022 di Manuela Antonacci

Amato pontifica su legge per i “figli” delle coppie gay

Il Presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato si è espresso sul tema della “tutela” dei bambini figli delle coppie gay. Amato ha affermato che «È imprescindibile l'esigenza di tutelare l'interesse dei bambini, ma serve una legge».

Una sollecitazione che ha rivolto al Parlamento, in quanto si tratterebbe di «un settore assai delicato, in cui entrano in gioco numerosi valori costituzionali: bilanciarli spetta in prima battuta al legislatore, il cui faro dev'essere la salvaguardia dell'interesse dei figli», ha spiegato.

Ha, poi, invitato all’approvazione, prima possibile, di una legge ad hoc. Eppure ciò che non convince sono proprie le motivazioni di fondo pontificate dallo stesso Amato. Una legge ad hoc, infatti, andrebbe a realizzare un desiderio – e un capriccio – ideologico, andando esattamente nella direzione opposta di tutelare i minori che hanno bisogno di crescere con una mamma e un papà. In più – e ci riferiamo ovviamente alle situazioni già esistenti di minori con due persone dello stesso sesso come “genitori” – sappiamo benissimo che il riconoscimento di alcune situazioni de facto non indica automaticamente che queste siano il meglio per i soggetti coinvolti, soprattutto se minori.

Inoltre stiamo parlando di condizioni che sono il prodotto, spesso, del ricorso alla fecondazione assistita eterologa o, peggio, all’utero in affitto, che vede già di per sé venir meno uno dei due attori principali del processo generativo ed educativo del bambino: il padre o la madre. Situazioni in cui si priva deliberatamente il minore di una delle due figure genitoriali e che, dunque, non si comprende proprio come possano rappresentare la «salvaguarda dell’interesse dei figli» sbandierata da Amato.

Ciò che balza agli occhi, infatti - tutte le volte che si parla di famiglie omogenitoriali - è, al contrario di ciò che afferma Amato, il mettere da parte proprio il minore, con l’unico scopo di salvaguardare l’interesse degli adulti e la realizzazione del loro desiderio di “genitorialità”, spesso letteralmente a qualunque costo.

Una legge, in affetti, andrebbe proposta e promossa, ma per l’esatto contrario, ovvero proprio per prevenire situazioni in cui un minore si possa trovare “orfano a tavolino” di uno dei due genitori biologici o comunque si trovi ad essere l’oggetto del desiderio degli adulti.

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