La storia che vogliamo raccontare è quella della piccola Maria e dei suoi genitori che, quando i medici hanno detto loro che il suo piccolo cuore non stava bene, si sono sentiti aggiungere una frase tanto eloquente quanto drammatica: «C’è sempre la possibilità di interrompere la gravidanza».
Loro, però, hanno scelto la vita. Da quel momento è cambiato tutto: visite continue a Roma, controlli specialistici, viaggi avanti e indietro dalla loro città, giorni di attesa e di paura. Sapevano che, arrivati alle ultime settimane, avrebbero dovuto trasferirsi a Roma e restare lì fino al parto e oltre, perché la loro bambina sarebbe stata operata al cuore subito dopo la nascita.
Come fanno una mamma e un papà “normali”, con un lavoro, un affitto e le spese di tutti i giorni, a reggere settimane o mesi in una città come Roma? Hanno iniziato a chiedere ovunque: ad amici, parenti, parrocchie, associazioni, perfino agli ospedali se esistessero strutture di accoglienza. Hanno mandato email, fatto telefonate, aspettato risposte che non arrivavano mai. Nel frattempo la data del parto si avvicinava e, oltre al peso emotivo della diagnosi, si aggiungeva un pensiero molto concreto: «Dove andremo? Come faremo a restare qui tutto questo tempo? Ce lo possiamo permettere?».
Da lì è iniziata un’altra storia, la storia di Matteo e Aurora, ospiti della Casa di Chiara dopo la notizia di una gravidanza patologica.
Ed è proprio il progetto “La Casa di Chiara” che ha reso possibile questa accoglienza e solidarietà, nato per sostenere concretamente la vita nascente, la maternità e la famiglia, in particolare nei momenti di maggiore fragilità.
L’iniziativa è frutto della collaborazione tra Pro Vita & Famiglia Onlus e la Fondazione Il Cuore in una Goccia e si concretizza in un appartamento situato a Roma, allestito per offrire ospitalità gratuita e continuativa a famiglie che, durante la gravidanza, devono affrontare condizioni patologiche prenatali gravi che compromettono la salute del bambino e/o della madre.
La Casa è pensata per accogliere nuclei familiari costretti a trasferirsi temporaneamente a Roma, spesso per periodi prolungati, al fine di ricevere cure mediche altamente specialistiche presso gli ospedali della capitale.
Matteo e Aurora hanno lasciato la loro testimonianza su cosa hanno trovato, concretamente, alla Casa di Chiara: un luogo dove dormire, cucinare, riposare, senza dover pagare affitti impossibili; persone che li hanno accolti con umanità, senza giudicare le loro paure; una “base sicura” dove tornare dopo ogni controllo, dopo ogni giornata in ospedale.
A un certo punto, Aurora pronuncia una frase che colpisce molto: «È l’unica associazione che abbiamo conosciuto che non ti chiede qualcosa in cambio».
Ed è proprio così: la Casa di Chiara vive solo grazie alle donazioni e all’impegno fedele dei nostri Protettori della Vita, persone che hanno scelto di sostenerla ogni mese con un contributo fisso. Sono loro che, con una cifra a loro scelta ogni mese, ci permettono di pagare affitto, utenze e spese quotidiane, così che la porta resti aperta per la prossima famiglia che chiederà aiuto.
Ed è quindi possibile far parte di questo “miracolo”, affinché continui, e diventare oggi un Protettore della Vita per la Casa di Chiara, attivando una donazione mensile dell’importo che si desidera.
Per mantenere aperta la Casa di Chiara e poter accogliere ogni anno mamme, papà e bambini in situazioni di grande fragilità, è necessario sostenere una spesa annuale complessiva di circa 60 mila euro (l’anno scorso sono stati spesi precisamente 58.320,32 euro).
Non è una cifra astratta: vogliamo essere trasparenti e spiegare che dentro questa cifra ci sono l’affitto, le bollette, l’arredamento, i lavori necessari per rendere la casa sicura e accogliente, le assicurazioni, le tasse e le persone che si occupano ogni giorno dell’accoglienza e della gestione. Se dividiamo questa spesa su 12 mesi, significa che la Casa di Chiara ha bisogno di circa 5.000 euro ogni mese solo per restare aperta e pronta ad accogliere la prossima famiglia che chiederà aiuto. Sono numeri importanti, ma diventano sostenibili solo se molte persone decidono di farsi carico di una piccola parte. Ed è proprio per coprire questi 5.000 euro al mese che il sostegno dei Protettori della Vita, con le loro donazioni mensili, è così decisivo.
In fondo basta poco, bastano - per esempio - duecento persone generose che donano anche solo 25 euro al mese, oppure cento persone che donano 50 euro al mese. Così facendo aspiriamo a far rimanere la Casa di Chiara un punto di riferimento stabile per tante mamme e papà che, come i genitori di Maria, scelgono la vita nonostante diagnosi dolorose e percorsi ospedalieri lunghi e faticosi.
In alternativa, se non è possibile ora fare una donazione mensile, si può donare in altri modi a Pro Vita & Famiglia onlus (SCOPRI QUI COME), perché riascoltando le storie come quella di Maria e dei suoi genitori, è chiaro che la differenza non la fanno gli slogan, ma i gesti concreti.
La Casa di Chiara è uno di questi gesti: una risposta fortissima alla cultura dello scarto, a chi considera “normale” proporre l’aborto davanti a una diagnosi difficile. In quella casa, invece, si è legati ad un’altra parola: “accoglienza”. Accoglienza della vita, della fragilità, della paura dei genitori, del loro bisogno di non sentirsi soli. Se oggi è possibile aprire quella porta, accendere quella luce, mettere a disposizione un letto per chi arriva da lontano, è perché persone generose hanno deciso di non girarsi dall’altra parte.
Se la storia di Maria e il progetto della Casa di Chiara ti hanno toccato, ti chiediamo di fare un passo in più: scegli di diventare donatore mensile, Protettore della Vita per la Casa di Chiara [clicca qui]. Una cifra stabile alla portata di tutti, mese dopo mese, che aiuta a tenere aperta questa casa e a preparare il posto per la prossima famiglia che ne avrà bisogno: clicca qui per attivare una donazione mensile
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