19/08/2014

Aids, appello delle associazioni: “Infezione sottostimata in Italia” – Ecco cosa si tace

Recentemente le Associazioni per la lotta all’Aids hanno scritto una lettera all’Istituto superiore della Sanità (Iss) e al ministero della Salute per portare l’attenzione sul problema della prevenzione. L’appello di varie Associazioni, inclusa Arcigay, al commissario dell’Iss, Gualtieri Walter Ricciardi, e al direttore dell’Iss, Lino Del Favero, e al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha l’obiettivo di far conoscere l’epidemia, spesso dimenticata.

Secondo le Associazioni la mancanza di percezione del rischio e della conseguente necessità di proteggersi, è uno dei principali fattori che favoriscono il contagio. Un recente studio dell’Università di Tor Vergata afferma che negli ultimi anni c’è stato un aumento di infezioni, del 10-15% nella fascia più giovane, tra i 16 e i 25.

Dietro a tali richieste vi è sempre la promozione del condom a vantaggio economico delle imprese che lo producono e nessuno spiega i numerosi studi scientifici, fra i quali quelli del Dr Edward Green, direttore della Harvard HIV Prevention Research Project che ha dichiarato che la risposta all’AIDS sta «proprio nella fedeltà e nella monogamia, questo è esattamente quello che abbiamo trovato empiricamente».

 

 

Infatti, nel numero di Dicembre 2013 di Notizie ProVita, il nostro Alessandro Fiore ha ben spiegato come l’astinenza e la fedeltà siano le uniche misure di prevenzione con un’efficacia del 100%: la promozione della salute potrebbe essere ottenuta in modo più efficace ritardando l’inizio dell’attività sessuale, riducendo il numero di partner ed evitando rapporti occasionali.

LEGGI L’APPROFONDIMENTO DI NOTIZIE PROVITA!

Le ricerche statistiche lo confermano: diversi paesi in Africa sono riusciti a ridurre le epidemie di AIDS cambiando i comportamenti sessuali. L’Uganda, che aveva il tasso di AIDS più alto al mondo, ha ottenuto una riduzione spettacolare delle infezioni durante gli anni ‘80 e ‘90. Il governo evidenziò che il cambiamento nel comportamento sessuale era il miglior modo per evitare la malattia.

Inoltre numerose riviste scientifiche confermano come il condom non sia assolutamente sicuro e che l’unica soluzione sia il cambiamento dei comportamenti sessuali per evitare l’aumento del rischio e la diffusione della malattia. Fra queste “Lancet”, che pubblicò un articolo “I condom e le cinture di sicurezza” che, come le creme anti-solari, moltiplicano i comportamenti a rischio provocando l”l’effetto compensazione”, e quindi – di fatto – non riducono i danni. Anche il British Medical Journal, il 9 Marzo del 2006, evidenziò tali rischi nel suo articolo “compensazione del rischio: il tallone d’Achille delle Innovazioni nella prevenzione dell’HIV” e persino il British Pregnancy Advisory Service (Servizio sulle consulenze per la gravidanza, organizzazione filo abortista) ammette che la maggior parte delle donne che hanno avuto una gravidanza indesiderata hanno segnalato di aver usato un contraccettivo al momento del concepimento.

Antonio Brandi

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