La legge 149 su affido e adozione va certo migliorata, per garantire maggiori tutele ai minori in difficoltà, snellire le procedure burocratiche, ecc.
Le associazioni familiari che si occupano di accoglienza da anni esprimono suggerimenti, proposte, e quindi la notizia che in Senato si sia avviata la discussione sul disegno di legge di riforma sembrava una buona notizia.
Invece il Forum delle Associazioni familiari, in un suo comunicato stampa, solleva alcune perplessità che condividiamo con i nostri lettori.
Uno degli aspetti cruciali è la possibilità, in caso di affidamento prolungato del minore ad una famiglia, di poterlo trasformare in adozione, con un canale privilegiato.
Tuttavia nei primi testi questa possibilità era riservata solo alle coppie sposate (in piena continuità con le regole dell’adozione, che è appunto riservata a coppie legalmente sposate), a sorpresa il testo arrivato in aula apre questa opzione anche ai single.
La ratio della limitazione alle coppie sposate appare di una evidenza cristallina: offrire ai bambini una famiglia che abbia il massimo della stabilità e dell’impegno pubblico, attraverso il matrimonio. Una coppia sposata testimonia infatti una esplicita responsabilità sociale, formalizzata nel patto matrimoniale, sottoposto ai vincoli della legge, e garantisce al bambino un padre e una madre, cioè una coppia genitoriale completa, il che costituisce ovviamente maggiore garanzia di benessere. Quindi la legge vuole assicurare anche a queste situazioni il massimo di tutela possibile.
Certo, molti affidi da parte di persone sole riescono ottimamente, e in “casi speciali” si può già oggi approvare un’adozione da parte di un single, ai sensi dell’art. 44 della legge 149. Ma si tratta, appunto, di casi speciali, mentre la generalità della risposta dello Stato deve necessariamente tendere a dare il massimo ad un bambino in difficoltà. E per lo Stato il massimo è una coppia genitoriale completa, regolarmente sposata, che proprio davanti allo Stato si è impegnata alla stabilità e ai compiti di cura previsti dal codice civile.
E’ ovvio, è scontato, che ci sono tante coppie sposate che maltrattano, trascurano, violentano... e chi più ne ha più ne metta. I fatti di cronaca vengono alla ribalta.
Infatti nessuno sostiene che una coppia regolarmente sposata sia una condizione SUFFICIENTE per garantire il benessere psico fisico del minore.
Ma è senz’altro una condizione NECESSARIA e IMPRESCINDIBILE.
Redazione
